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MotoGP, Ducati si rilancia a Jerez? Aprilia insegue, Bezzecchi: "Sono veloce ma non abbastanza. Ci rompete ma qui non siamo i migliori"

Nel venerdì di Jerez le Ducati rilanciano le loro ambizioni, anche se le distanze tra avversari non sono incolmabili. I commenti di Alex Marquez, Di Giannantonio, Bezzecchi e Bagnaia, che parla della sua caduta

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Il fine settimana di Jerez inizia con un bilanciamento tra le forze in campo di Ducati e Aprilia. La casa di Borgo Panigale, a giudicare della Prove odierne, ha risalito un po’ la china dominando con uno tra i vari piloti di casa, ovvero Alex Marquez, autore del miglior tempo. La casa di Noale comunque non sprofonda, anzi, è ben presente nel lotto dei migliori anche se non ha conquistato la scena da assoluta protagonista.

Alex Marquez: “Set-up subito giusto”. Di Giannantonio: “Alex e Bezzecchi quelli da battere”

“Abbiamo azzeccato subito il set-up”, ha dichiarato il pilota del team Gresini a Sky Sport, puntualizzando come in particolare abbiano lavorato sulle staccate violente tipiche del circuito spagnolo, e che alla fine hanno optato “per la moto dello scorso anno”. “A Jerez è importante portare velocità in curva, e come si è visto dai tempi è una cosa che a me piace molto”: Marquez ha girato in 1:35.704, ribadendo un buon feeling con il tracciato di casa e battendo per 333 millesimi Fabio Di Giannantonio.

Quindi un’altra Ducati sul podio, quella schierata dal team Pertamina Enduro VR46. Ma il pilota romano, pur essendo stato battuto da un’altra Desmosedici, sta dimostrando di essere una certezza in termini di costanza di risultati. Concentrato sul presente, Di Giannantonio a Sky Sport ha ammesso di aver fatto fatica con la gomma soft posteriore: “Devo lavorare meglio con la squadra perché la moto ha ancora margine. Se siamo tornati ad essere quelli da battere? Diciamo che Marco [Bezzecchi, che ha chiuso terzo a 506 millesimi dalla vetta, ndr] è in formissima, Alex qui ha vinto oggi, quindi per me loro due sono i favoriti principali a Jerez”.

Bezzecchi: “I Ducati qui sono favoriti”

Citato dal connazionale, l’attuale leader del campionato Bezzecchi ha avuto anch’egli problemi con la soft posteriore, ma ha comunque parlato di “un buon venerdì“. “Non sono messo molto male: Alex ha fatto la differenza, anche Diggia, ma siamo tutti vicini e ci sarà da lavorare per avvicinarsi ai primi e per restare poi davanti. E domani sarà ancora più dura”, ha spiegato il pilota Aprilia.

E ancora: “Oggi preso mezzo secondo: sono veloce ma non abbastanza, ma è stato un inizio al di sopra delle nostre aspettative rispetto all’anno scorso. Poi voi giornalisti ci rompete continuamente dicendoci che siamo i migliori, e invece qui si fa fatica ma sono contento perché ci abbiamo messo una bella pezza su. Dovrò cercare di migliorare in ogni aspetto della guida”. E anche lui ha partecipato al rimpallo su chi debba essere favorito a Jerez: “Sembra siano i Ducati, mi pare chiaro perché mezzo secondo di distacco è qualcosa di notevole“.

Bagnaia spiega perché è caduto

E se Marc Marquez ha conquistato il quarto tempo a 523 secondi di ritardo dal fratello, è entrato in Q2 anche il compagno di squadra Francesco Bagnaia, sesto con un gap di 561 millesimi e quindi vicinissimo al campione del mondo uscente. Ma Pecco ha dovuto fare i conti anche con una scivolata in curva dopo il primo giro, e con la sua GP26 tale da non poter essere più utilizzata. Il piemontese ha quindi corso con la moto di riserva, ma in ogni caso è riuscito a concludere tra i primi dieci.

“Mi trovavo nell’outlap e ho staccato piuttosto forte avendo Alex davanti a me. Ho dovuto frenare in maniera un po’ aggressiva e l’anteriore si è chiuso troppo presto”, ha spiegato la dinamica dell’incidente l’ex campione del mondo a Sky Sport. Il rammarico è che la moto “distrutta” aveva la medesima modifica apportata a quella di Alex Marquez, perciò “non ho potuto provarla come avremmo voluto”. Se ne riparla domani “e sicuramente ci darà una mano, ma oggi pur non avendo una moto ideale mi sono avvicinato al passo dei più veloci”.

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