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MotoGP Germania, anteprima, orari e dove vedere in tv: Bezzecchi per il riscatto, Trackhouse mina vagante, Marquez a caccia di record

La guida all'undicesimo appuntamento della MotoGP 2026, il Gran Premio della Germania: il circuito del Sachsenring con la storia e le caratteristiche, il punto sul campionato, gli orari e la programmazione tv

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Undicesimo appuntamento con la MotoGP 2026, che col GP di Germania chiude questa prima metà di stagione (ricordiamo che i Gran Premi sono in tutto 22) prima di una breve pausa estiva. Un campionato che resta apertissimo, con quattro piloti in vetta alla classifica racchiusi in 25 punti e un duello tra Aprilia (e realtà cliente Trackhouse) e Ducati molto incerto e per niente scontato.

GP Germania, breve storia del circuito del Sachsenring

L’inaugurazione del circuito risale al 1927, e dieci anni dopo assume il nome Sachsenring con cui è tutt’ora conosciuto. Nella sua prima parte della storia questa pista, inizialmente stradale, fu teatro di numerosi incidenti, tra cui la sequela che in un’unica gara del primo luglio 1943 vide la scomparsa dell’allora campione europeo Gunnar Kalén, di Leopold Demeuter ed Erik “Noir” Haps.

Le gare, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ripresero nel 1949, ospitando poi dal 1961 al 1972 il GP della Germania Est valido per il Mondiale di motociclismo.

Il 1990 fu un anno di svolta per il Sachsenring, nel primo GP dopo la caduta del muro di Berlino. Nel fine settimana del 7-8 luglio la gara fu fatale per tre piloti, Bernhard Findeisen, Edgar-Peter Leyer e Rainer Tews. Fu la goccia che fece traboccare il vaso: dopo quella tragedia il vecchio circuito stradale fu dismesso, e si iniziò a lavorare su un circuito moderno nella zona adiacente, semi-permanente e che potesse rispondere a delle stringenti misure di sicurezza.

Nel 1996 inizia la nuova storia del Sachsenring, e dal 1998 diventa teatro del Gran Premio di Germania della MotoGP. Tra il 2000 e il 2001 si corse anche il DTM. Nel 2001 furono apportate una serie di modifiche in modo da emancipare totalmente la pista dalla zona stradale: tra le altre cose fu introdotto il rettilineo in discesa che conduce alla Sachsenkurve e una nuova curva, la Queckenberg, che rievoca nel circuito permanente un tratto della vecchia versione stradale.

Le caratteristiche del Sachsenring

Si tratta di una pista che si corre in senso antiorario, con una lunghezza di 3.671 metri e un totale di 13 curve, 10 a sinistra e 3 a destra e con un rettilineo, quello più importante, di circa 700 metri e in pendenza.

Come si può notare, è un circuito corto, l’unico del Mondiale al di sotto dei 4 km, oltre ad essere tortuoso, veloce più nella seconda parte e con una sede stradale di 12 metri.

Tra le curve più iconiche la Wasserfall, che svolta a destra dopo una successione di sei a sinistra e che si distingue per l’alta velocità che impone. La curva 1 invece è tra i punti di frenata più impegnativi della pista (oltre ad offrire una delle poche occasioni di sorpasso), e assume una conformazione a tornante come la curva 4, altro tratto su cui i piloti devono prestare attenzione.

Un Mondiale aperto tra Aprilia e Ducati

Dicevamo di una situazione molto aperta nel Mondiale ora che stiamo per scollinare la prima parte di stagione: in testa alla classifica, con una leadership conquistata di recente, Jorge Martin a quota 193 punti; segue con 186 il compagno di squadra in Aprilia Marco Bezzecchi; terzo a 177 Fabio Di Giannantonio sulla Ducati schierata dal team Pertamina Enduro VR46, con 168 punti Ai Ogura per il team Trackhouse fornito da Aprilia e quinto Marc Marquez, sulla Ducati ufficiale, a quota 153.

Assen ha portato in dote a Martin (prossimo ad accasarsi in Yamaha, assieme ad Ogura) la leadership, scalzando un Bezzecchi che dopo aver furoreggiato nelle prime gare di quest’anno ha intrapreso una china in picchiata nelle ultime tre, piegato da sfortune, ritiri e passi falsi. Sono quindi tre appuntamenti di fila che il riminese chiude a zero punti nelle gare, e nel frattempo non solo lui e Martin devono guardarsi le spalle dalle Ducati che stanno tornando competitive (e non solo quella del costante Di Giannantonio) ma pure da una specie di concorrenza interna da parte del team Trackhouse.

Le mine vaganti Trackhouse, Marc Marquez, Bagnaia e Acosta

Ogura e Raul Fernandez infatti stanno sorprendendo, con in particolare il giapponese che si è iscritto nell’affollata corsa al titolo. Ma Aprilia dovrà pure guardarsi da un Marc Marquez pure lui in crescita, e che correrà su una pista che va incontro alle sue caratteristiche e al suo stile di guida vista la predominanza di curve a sinistra, che soffre di meno visti gli infortuni e le operazioni alla spalla e braccio destro.

E non a caso lo spagnolo in Germania ha vinto 12 volte in carriera, 10 delle quali in MotoGP (9 di fila dal 2013 al 2021, considerando che nel 2020 non si è disputato il GP). Marquez deve sempre recuperare 40 punti dalla vetta, ma l’impressione è che possa contendere il titolo sino all’ultimo quest’anno.

E non dimentichiamo, oltre al citato Di Giannantonio per un team cliente, anche l’ufficiale Ducati Francesco Bagnaia, che sta vivendo una stagione più in luce rispetto alla precedente anche se Assen non gli ha dato le soddisfazioni sperate. Sul fronte Gresini Alex Marquez ormai cerca solo la gloria nelle singole gare, mentre non sarà della partita l’infortunato, dopo Assen, Fermin Aldeguer.

Cercherà rivincita dopo un’Olanda non sfavillante a causa di una sindrome da tunnel carpale (operato in questo periodo) Pedro Acosta, quota KTM, ma a proposito del marchio austriaco sarà da tenere d’occhio anche Brad Binder.

Sarà ancora assente Johann Zarco, alle prese col recupero della forma dopo l’infortunio ai legamenti del crociato al GP di Barcellona (al suo posto confermato Cal Crutchlow), ma Honda potrà fare riferimento come sempre a Luca Marini e Joan Mir, in particolare per i piazzamenti in zona punti. Come sempre poche speranze per Yamaha, pur con un Quartararo che vinse una volta al Sachsenring, nel 2022.

GP di Germania, orari e dove vedere in tv

-Venerdì 10 luglio
10:45-11:30: Prove Libere 1
15:00-16:00 Prove

-Sabato 11 luglio
10:10-10:40: Prove Libere 2
10:50-11:30: Qualifiche
15:00: Sprint (15 giri)

-Domenica 12 luglio
09:40-09:50: Warm-Up
14:00: Gara

Il GP di Germania si può seguire integralmente per tutte le sessioni del fine settimana, dalle libere alla gara di domenica, su Sky Sport MotoGP HD, al canale 208 di Sky; dirette streaming su Now. In chiaro, su TV8, saranno trasmesse le qualifiche in diretta così come la Sprint il sabato e la gara domenica.

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