Forse la pioggia torrenziale dei giorni scorsi era stata un presagio di sventura. Del tipo “perdete la speranza voi che entrate” di dantesca memoria. Anche perchè una volta smesso di piovere la bufera è rimasta lo stesso sul circuito di Goiania. Tante, troppe imperfezioni nel week end che ha riportato il Motomondiale in Brasile. E dopo il buco, o peggio voragine, che ha stravolto il programma del sabato ecco l’asfalto sgretolarsi col passaggio delle moto la domenica. Risultato: sassolini che diventano proiettili e che colpiscono i piloti che si sono ritrovati lividi lungo mani e gambe. Monta la protesta per un qualcosa che non si deve ripetere.
- Gara accorciata, colpa della Michelin ma Taramasso smentisce
- Asfalto sbriciolato, la denuncia dei piloti
- Marquez: "Meglio 4° che a terra"
- La rabbia di Bastianini: "Una stro**ata!"
Gara accorciata, colpa della Michelin ma Taramasso smentisce
La MotoGP non esce benissimo dal Gran Premio del Brasile. Una brutta figura a livello comunicativo, decisionale e quant’altro. Già la scelta di andare in un circuito nuovo che si è rivelato inadatto ad ospitare un evento grande come una gara del Motomondiale. Le piogge dei giorni precedenti il fine settimana sono state nulla rispetto a quanto successo dopo. Organizzatori e promoters che a rilento hanno rimesso a posto le cose o almeno ci hanno provato.
La voragine apertasi sabato dopo le qualifiche della MotoGP che ha ritardato la Sprint e le qualifiche di Moto2 e Moto3 è stata solo la punta di un iceberg andato alla deriva nella giornata di domenica. Assurda e paradossale nei tempi la scelta di tagliare di 8 giri la gara della MotoGP presa e comunicata a 5 minuti dalla partenza.
La motivazione addotta? L’eccessivo degrado delle gomme, visto il caldo e l’asfalto nuovo, avrebbe messo a rischio la tenuta degli pneumatici e la sicurezza dei piloti. Eppure la Michelin ha smentito categoricamente che le proprie coperture non avrebbero retto ai 31 giri previsti. A scoperchiare il vaso di Pandora è stato il responsabile Michelin, Pietro Taramasso:
“le nostre gomme avrebbero retto ai 31 giri della gara, il motivo dell’accorciamento è che l’asfalto si stava sgretolando tra curva 11 e 12”.
Asfalto sbriciolato, la denuncia dei piloti
Marc Marquez (Ducati) e Joan Mir (Honda) sono stati tra i primi a segnalare il problema asfalto. “Ho fatto il giro di riscaldamento e ho pensato che qualcuno ci fosse passato sopra con un camion o qualcosa del genere, tipo, spargendo fango o qualcosa del genere, perché era di un colore diverso! – ha ricordato il pilota KTM Brad Binder – Ho pensato che fosse strano.
“Poi, quando hanno detto qualcosa sulla griglia di partenza – prosegue il pilota sudafricano – ho pensato ‘OK, ecco il motivo’. E quando ero dietro a tutte le moto, sembrava una piccola festa di pietre. Sassi che schizzavano dappertutto”. Diversi piloti sono stati colpiti dai sassi ‘sparati’ dalle moto davanti. Mir ne ha preso uno grosso al ginocchio e il pilota Yamaha Alex Rins si è ritrovato con un dito indice della mano destra notevolmente gonfio.
“Mi hanno lanciato pietre addosso per tutto il tempo! Ero ultimo, quindi mi beccavo tutte le pietre. Sì. È uscito un sacco di asfalto”, ha detto il pilota della Pramac Yamaha Jack Miller, il cui compagno di squadra Toprak Razgatlioglu si è presentato alla conferenza stampa brandendo pezzi di asfalto che aveva rimosso dall’interno del suo stivale da corsa (nella foto sotto).
Marquez: “Meglio 4° che a terra”
Diversi piloti hanno ricordato l’edizione del 2022 del Gran Premio d’Indonesia, quando la gara fu ridotta da 27 a 20 giri, sempre a causa del deterioramento della pista, probabilmente dovuto al caldo estremo. Marc Marquez quarto al traguardo dopo un paio di errori ha ammesso di non essere andato al limite nei punti dove l’asfalto si stava sfaldando: “In quel punto, quella era la traiettoria ideale, ma era super scivoloso. E in quel giro ho toccato leggermente quel punto, ho perso l’anteriore e sono finito sul cordolo. Ho deciso allora di non inclinarmi troppo lì, e sapevo che Diggia mi avrebbe superato. Ma meglio un quarto posto che una caduta.”
La rabbia di Bastianini: “Una stro**ata!”
Qualche problema di troppo, come detto in incipit sulle tempistiche della comunicazione della riduzione della corsa da 31 a 23 giri arrivata a meno di 5 minuti dal via della gara e senza un ulteriore dilazione del tempo prima del giro di formazione. Ci sono dei video in cui Tardozzi, team manager Ducati, parla animatamente coi direttori di gara. Ma chi ci è andato giù pesante è stato Enea Bastianini, pilota Ktm:
“È stato uno schifo. Uno schifo – dice la Bestia che usa la parola inglese ‘shit‘… – Perché, in un campionato del mondo il messaggio ai team è arrivato alla fine, all’ultimo minuto. Non abbiamo avuto il tempo di cambiare le gomme (passare dalla media alla soft, ndr) ma gli altri corridori davanti a me hanno cambiato la gomma! La scelta migliore era aspettare cinque minuti, aspettare che la situazione fosse chiara a tutti i ciclisti. Durante questo fine settimana ho riscontrato molti problemi organizzativi. Parliamo, parliamo ma non cambia niente”
