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MotoGP, Iannone reagisce alle accuse: richieste le controanalisi

L'esito dovrebbe arrivare per il 7 gennaio prossimo; il pilota rischia da una reprimenda alla sospensione per due anni

Andrea Iannone non intende cedere: difenderà la posizione espressa, in maniera univoca in un comunicato postato su Instagram poco dopo l’esplosione del caso di positività che lo ha investito. Per il pilota dell’Aprilia quanto asserito dalla Federazione implica non solo una sospensione provvisoria, ma una netta e inevitabile compromissione della sua carriera in una fase già estremamente delicata. Adesso la parola passa al suo avvocato Antonio De Rensis, che insieme al consulente, il professor Alberto Salomone dell’Università di Torino, difende il pilota abruzzese.

Secondo le prime indiscrezioni riportate dalla Gazzetta dello Sport, la sostanza incriminata ritrovata nelle urine sarebbe il Drostanolone, steroide anabolizzante androgeno.

The Maniac, come viene chiamato Iannone per via della sua precisione maniacale, appunto, ha chiesto le controanalisi alla Corte Disciplinare Internazionale (CDI), ma non la revoca della sospensione provvisoria. “La richiesta di controanalisi è stata effettuata – dice il legale De Rensis alla Gazzetta -, ora bisogna aspettare i tempi. La data presumibile dell’esito è fissata per il 7 gennaio, presso lo stesso laboratorio accreditato dalla Wada a Dresda che ha effettuato il primo controllo. Io e il professor Salomone saremo presenti. Solo allora sapremo il dato certo delle sostanze e il quantitativo rilevato, fondamentale per tutta la dinamica. Fino ad allora servono però prudenza e cautela”.

Il Drostanolone ha la funzione di aumentare la massa muscolare. Il centauro, nel corso di questa stagione, ha perso 7 kg, frutto di un lavoro e di una alimentazione estremamente curata, per risultare in una forma fisica perfetta e più aderente alle esigenze della sua moto.

Perché, dunque, avrebbe dovuto assumere delle sostanze che favoriscono l’incremento di massa e così il peso? Una delle ipotesi, riportata ieri dal Corriere della Sera e ripresa qui, indurrebbero a credere che la contaminazione sia avvenuta per via alimentare, attraverso della carne contaminata, appunto. Ma una simile casualità – pur essendo plausibile – è quanto di più complicato da dimostrare per vie legali e nelle sedi opportune, come dimostrano i precedenti. Altra ipotesi, altrettanto complessa, riguarda l’assunzione di un farmaco che avrebbe aiutato Iannone a riprendersi dopo la caduta e i problemi alla spalla accusati a partire da quell’avvenimento.

Se le controanalisi daranno esito negativo il procedimento si annullerebbe con effetto immediato. Viceversa scatterebbe il deferimento della FIM e si aprirebbe un processo con udienza unica.

La CDI avrà 45 giorni per esaminare le memorie difensive e pronunciarsi. Andrea Iannone rischia da una reprimenda alla sospensione per due anni. In ultima istanza, se la pronuncia dovesse riverlarsi sfavorevole, Iannone dovrà ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna.

VIRGILIO SPORT | 19-12-2019 15:27

MotoGP, Iannone reagisce alle accuse: richieste le controanalisi Fonte: ANSA

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