Ci ha messo un mese e mezzo per riprendersi tutto, dopo aver iniziato male il 2026 con due sconfitte inattese, che gli avevano attirato addosso critiche ingenerose. Col Sunshine Double prima e col trionfo al Masters 1000 di Montecarlo poi, Jannik Sinner è tornato in cima alla classifica ATP e ha dimostrato di poter battere tutti, compreso Carlos Alcaraz, anche sulla superficie un tempo a lui meno congeniale: la terra rossa. E a proposito di “terraioli”, dal super coach Patrick Mouratoglou è arrivata un’investitura non da poco per Jannik, accostato addirittura al più grande di tutti: Rafa Nadal.
- Sinner come Nadal: il paragone di Mouratoglou
- Tennis, è la mente il vero segreto dei successi di Jannik
- Allarme Alcaraz: "Guardo i social più del dovuto, adesso basta"
Sinner come Nadal: il paragone di Mouratoglou
In un video diffuso su Instagram, il 55enne tecnico francese, che ha guidato – tra gli altri – Serena Williams, Stefanos Tsitsipas e Simona Halep, ha sottolineato i punti di contatto tra la maniacale ossessione di Sinner per il tennis e quella che animava il maiorchino: “Tutti paragonano Jannik Sinner a Novak Djokovic, per motivi piuttosto ovvi, lo stile di gioco. Ma nessuno lo paragona a chi secondo me dovrebbe essere paragonato a livello di mentalità: Rafael Nadal“, le parole di Mouratoglou. “Hanno qualcosa in comune che è incredibile e così raro: la capacità di giocare ogni singolo colpo dall’1 gennaio al 31 dicembre con il 100% di impegno, concentrazione e intensità. È rarissimo”.
Tennis, è la mente il vero segreto dei successi di Jannik
Secondo il super allenatore francese, c’è una ragione ben precisa dietro i successi di Jannik e va ricercata più a livello di applicazione mentale che tecnica: “È questo che spiega perché Sinner ha vinto dieci set di fila alle ATP Finals e 37 di fila nei Masters 1000 tra Parigi, ATP Finals, Indian Wells, Miami e una partita a Montecarlo. In totale 47 set consecutivi senza perderne neanche uno“. E non è un caso, forse, che Sinner abbia fatto compiuto da tempo una scelta precisa, quella di attribuire il giusto peso – cioè poco o nulla – al giudizio dei social. Carlos Alcaraz ha fatto sapere di puntare a fare altrettanto.
Allarme Alcaraz: “Guardo i social più del dovuto, adesso basta”
“Forse guardo i social più del dovuto, sono uno che si lascia influenzare dalle cose”, ha ammesso il murciano – piuttosto corrucciato – dopo aver battuto a fatica Otto Virtanen nel primo turno dell’ATP 500 di Barcellona. “Tutti siamo umani, certi commenti ti fanno dubitare un po’ di ciò di cui sei capace. In certe sconfitte, in certi momenti, alcuni commenti possono farti pensare se sei abbastanza bravo o no: a me è successo”. Morale della favola: probabilmente è ora di darci un taglio. “In certi casi è fondamentale avere le giuste persone attorno. Io per fortuna ho la mia famiglia, il mio meraviglioso team. Sono loro a tirarmi su nei momenti difficili. A volte ho guardato i social più del dovuto”.
