L’ultima goccia amara l’ha bevuta sabato sera quando, nonostante il successo per 3-1 sull’Estoril, è arrivata la temuta conferma. Niente Champions League per il Benfica, toccherà allo Sporting Lisbona far compagnia al Porto campione ed ennesima beffa per Mourinho. Lo Special One però ha modo di consolarsi: in settimana firmerà un ricchissimo contratto col Real Madrid per reinventare la sua storia nonostante anni di flop.
- Quattro esoneri di fila per Mourinho
- Circa cento milioni solo di buona uscita
- Più perde e più lo cercano
Quattro esoneri di fila per Mourinho
Prima di tornare in Portogallo Mourinho era reduce da quattro esoneri di fila, nell’ordine Manchester United, Tottenham, Roma e Fenerbahce. Anni in cui, sia in serie A che in Turchia come in questa stagione al Benfica, ha fatto parlare di sé più per le lotte accese con la classe arbitrale che per i risultati. Lo stesso Real lo aveva esonerato nel 2013. così come il Chelsea due volte (2007 e 2015).
Circa cento milioni solo di buona uscita
La curiosità è che Josè ci ha sempre guadagnato da ogni divorzio. Ammonterebbe tra i 94 e i 110 milioni di euro (intascati in 6 tranche, tante quante le panchine perse in carriera) il totale delle buoneuscite ricevute per interrompere anzitempo il rapporto. L’ultimo trofeo alzato resta la Conference League vinta con la Roma il 25 maggio del 2022: s’è tatuata anche quella sul braccio visto che le coppe europee le ha vinte tutte ma una cosa è la Champions altro la Conference. L’Europa League vinta col Manchester United nel 2017 resta l’ultimo successo importante di una carriera che da più di dieci anni è andata sempre calando.
Più perde e più lo cercano
Eppure Mourinho continua a godere di stima internazionale, di affetto (chiedete ai tifosi della Roma, mezza città è ancora a lutto per il suo addio), di considerazione infinita come se fosse ancora quello del Porto sorpresa, del primo Chelsea o dell’Inter del triplete. Quello rimanere l’ultimo capolavoro “speciale”. Dopo solo tanta tanta immagine: conferenze show, teatrini in panchina, gesti ai tifosi (Juve, ricordi quello delle orecchie tese?), accuse agli arbitri ma il gioco? I risultati?
Un mistero inspiegabile come Josè sia sempre riuscito a riciclarsi, a trovare club prestigiosi ed ora addirittura ad ereditare la panchina di quello forse più prestigioso al mondo. Quel Real Madrid con cui già vinse una Liga e che ha pensato a lui dopo l’anno nerissimo da cui sta uscendo, tra flop in campo e liti negli spogliatoi.
Lui per ora prova a negare senza convinzione: “C’è il 99% di possibilità che io rimanga al Benfica, perché ho un contratto con il Benfica e, oltre al contratto, ho ricevuto un’offerta di rinnovo che non ho ancora visto, ma il mio agente ha detto che è un’offerta eccellente. Non ho ancora sentito nulla dal Real Madrid, ma nessuno di noi è uno sciocco, e ci sono delle discussioni in corso tra Jorge Mendes, il presidente, e la dirigenza del club. Non so se resterò al Benfica o no... Quando lo saprò, lo dirò. Vedrò cosa succederà la prossima settimana. Ad oggi non c’è nessun contratto firmato, nessun contratto sul tavolo, nessuna discussione tra il presidente del Real Madrid e me, né alcuna discussione tra me e un dirigente del club. Per ora, l’unica cosa concreta e reale che esiste è un’offerta di rinnovo del contratto da parte del Benfica.”
Un amabile bluff. Il futuro è già scritto e conferma una regola: più perde, più viene esonerato e più tutti – anche i top team – lo cercano. Giù il cappello, è davvero lui lo Special One.
