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Nadia Battocletti da impazzire: oro sui 5.000, Majori completa la festa col bronzo. Jacobs, che mazzata: adduttore ko.

Strepitosa prova per Battocletti che s'impone di potenza nella finale dei 5.000 metri, ma la sorpresa arriva dal bronzo di Majori. Jacobs sfortunato: s'infortuna nel preparare il blocco per la finale!

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

E per fortuna che non sapeva come avrebbe reagito in pista. Semplicemente da campionessa, l’aggettivo che calza più di ogni altro quando di mezzo ci fa Nadia Battocletti. Che a Birmingham aggiorna immediatamente il computo delle medaglie d’oro della spedizione azzurra: nella finale dei 5.000 metri resta guardinga per tutta la gara, restando sempre nelle prime posizioni, poi ai 300 metri dall’arrivo piazza l’allungo con il quale stronca tutte le rivali. È una vittoria bella da impazzire, ma a completare la festa ci pensa Micol Majori che con una favolosa progressione negli ultimi 100 metri riesce ad arpionare un bronzo inaspettato. Ma le notizie belle di serata finiscono qui: Jacobs va ko. nel riscaldamento a 5 minuti dalla finale e alza bandiera bianca, Inzoli chiude quarto la finale del lungo.

Nadia da sogno e il consiglio “giusto” di papà

È la doppietta che non t’aspetti, ma con una protagonista indiscussa sul gradino più alto del podio. “Ho seguito il consiglio di mio papà e debbo ammettere che c’aveva visto lungo”, ha esclamato raggiante a fine gara Battocletti. “Mi aveva detto: devi essere prima come un corvo e poi come un’aquila, nel senso che dovevo starmene buona nella parte centrale della finale e poi volare via rapace appena se ne sarebbe presentata l’occasione.

Adoro questo momento della mia vita, perché sento veramente l’affetto di tantissime persone che mi stanno vicine. Anche il boato del pubblico quando è stato annunciato il mio nome prima della gara è stato una sorpresa graditissima, segno che qualcosa di buono l’ho fatto. Sono felicissima anche per Micol: quando mi è venuta incontro dicendomi che era terza ho provato un’emozione fortissima, perché se lo merita davvero. Questo però è solo il primo passettino: da stasera si comincia a pensare già alla gara dei 10.000 di venerdì, dove spero di potermi ripetere perché sento di essere in crescita”.

Battocletti ha avuto uno spunto devastante nell’ultimo giro, col quale ha letteralmente preso il volo. La piazza d’onore se l’è presa la spagnola Marta Garcia, anch’essa autrice di una grande rimonta nel finale. Majori l’ha spuntata invece in un arrivo al fotofinish con l’irlandese Healy, battuta per soli 3 decimi.

Jacobs, che rabbia: va ko. nel preparare il blocco!

La serata di Birmingham era pronta a regalare ancora bagliori azzurri accecanti. Come quello che avrebbe dovuto portare la firma di Marcell Jacobs, approdato in finale vincendo in 10”08 la sua batteria di semifinale dei 100 (con 0,6 m/s di vento contrario), lasciando in dote al cronometro il miglior tempo di qualificazione alla finale.

Come da pronostico, Marcell aveva dominato la sua run, infliggendo distacchi importanti ai più immediati inseguitori. Alle 22,40, pochi minuti prima di scendere in pista, nel preparare il blocco per la partenza accade quello che non t’aspetti: l’adduttore che l’aveva già costretto a fermarsi prima del meeting di Diamond League di Montecarlo si blocca nuovamente, facendo avvertire una fitta fastidiosa che di fatto pone fine ai sogni di gloria di tris continentale. Jacobs va comunque sul blocco e affronta con coraggio la finale, ma dopo 50 metri è costretto a rialzarsi. Vince Glave, con un tempo (10″09) più alto rispetto a quello fatto registrare in semifinale da Marcell, che peraltro s’era fermato palesemente negli ultimi 15 metri.

Marcell la prende con filosofia: “Questa è la vita…”

Nonostante la cocente delusione, Jacobs non ha voluto sottrarsi ai microfoni Rai. “Ero pronto a spaccarmi tutto, purtroppo il destino ha voluto che andasse così e non posso farci nulla”, il commento di un Marcell comunque sereno, consapevole che avrebbe potuto vincere senza nemmeno fare troppa fatica.

Dopo la semifinale stavo benissimo, stava andando tutto come doveva andare… cercheremo di capire ancora una volta perché la vita mi ha posto davanti questo ostacolo”. Chituru Ali, tornato prepotentemente alla ribalta e qualificato con il nono e ultimo tempo, ha chiuso in sesta posizione, replicando il 10”34 della semifinale. Chiaro però che ora è allarme per la staffetta: pensare a un recupero di Jacobs è fantascienza, anche se lui vuole prima capire come sta l’adduttore.

Inzoli sesto, Tentoglou cala un clamoroso poker

Detto del sesto posto di Ali, anche Francesco Inzoli ha chiuso in sesta posizione la finale del lungo. Una finale non così esaltante come si sarebbe potuto sperare: il vento contrario ha reso improbo il compito degli atleti, ma Miltiadis Tentoglou ha comunque saltato 8.44, conquistando il quarto titolo europeo consecutivo (a 28 anni). Sul podio anche lo svizzero Ehammer (8.29) e il bulgaro Saraboyukov (8.26 all’ultimo salto).

Inzoli è stato fino all’ultimo tentativo a 6 centimetri dal podio, ma non ha saputo migliorare l’8.04 del secondo salto, chiudendo con due nulli e scivolando dietro anche a Baldé e Boskovic. La giornata che ha consacrato Battocletti e fatto ripiombare Jacobs nell’incubo resterà comunque legata anche al record di Eloisa Coiro negli 800 metri, col primato di Gabriella Dorio caduto dopo 46 anni: 1’57”56 il nuovo record nazionale, un decimo meglio rispetto a quello corso a Pisa nel 1980.

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