Abito bianco con immagini ghiaccio per la campionessa giapponese che ha ancora una volta dimostrato quanto un codice tutto suo sia comunicazione sociale e politica
Naomi Osaka assoluta protagonista entra in scena agli Us Open con l'omaggio iconico a Iverson
La tennista giapponese continua a destare attenzione con i suoi ingressi scenografici nell'ambito di un progetto che coinvolge moda, sport e comunicazione
Giornalista e content creator
Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.
L'ingresso spettacolare in campo di Naomi Osaka agli Us Open
Assume sempre più una connotazione politica il rito dell'ingresso in campo nei tornei del Grande Slam, per Naomi Osaka ex numero 1 e simbolo di un tennis contemporaneo intriso di significati. Come le sue scelte, in materia di outfit per l'arrivo in campo, stavolta sull'Arthur Ashe agli US Open, Osaka ha scelto un abito lungo e bianco-ghiaccio come un vestito da sposa dal taglio grunge, con fotografie stampate in grigio su corpetto e gonna e il cappuccio a coprire il capo. Iniziato il riscaldamento, via tutto e completino nero con gonna di pelle, fascetta e treccine in onore del campione di basket Allen Ezail Iverson, soprannominato The Answer ma anche AI. Una citazione molto indicativa: basket per citare una delle migliori guardie di sempre, ma anche i diritti sportivi e civili della sua comunità. Osaka è stata la prima a portare in campo temi così forti ed espressione delle istanze del movimento afroamericano e non solo perché Black live matter non è solo circoscritto a quanti sono parte di questa comunità.

Un anno di outfit imprescindibili di Naomi Osaka
Treccine, citazioni e anche un insieme di colori e significativi che si sommano alle meduse degli Australian Open, al bronzo del Roland Garros, al kimono di Wimbledon e alla scelta di ricorrere alla moda per concentrare l'attenzione dell'opinione pubblica, e dei social, su temi scomodi o alquanto trascurati per documentarsi, approfondire e forse costruirsi attraverso questi spunti una prima, iniziale valutazione o idea sull'accaduto.

La comunicazione sempre più politica di Naomi Osaka
Naomi è stata la prima, d'altronde, a capire e a usare con saggezza i propri account social evitando le conferenze stampa (e forse alcune domande) imparando a gestire un'immagine sulle piattaforme digitali diversa o almeno differenziata rispetto a quella del campo. Il tennis le permette di vantare una cassa di risonanza immane per questioni molto care: women power, i diritti civili, le discriminazioni, l'attenzione sulla maternità e i miti contemporanei. Osaka è molto più politica attraverso i segni che nelle parole. E anche questo è un segnale del suo tempo.
