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Napoli, Conte: figuraccia e sfogo, il feeling con i tifosi ai minimi termini

Il tecnico dei partenopei critica le tensioni a Napoli e analizza la sconfitta: sfogo sull’ambiente, autocritica e focus sulla corsa Champions e sul futuro.

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Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sulle interviste ai grandi protagonisti

Quando al 90′ sono piovuti i fischi del Maradona, per la sconfitta casalinga contro la Lazio, si è spezzato quel legame magico che c’era tra Antonio Conte e i tifosi partenopei. Dai festeggiamenti sul lungomare – al termine della scorsa stagione – si è passati ad un’annata che non ha mai del tutto convinto post scudetto, con un gioco lento e poco produttivo nonostante 200 milioni spesi sul mercato, i troppi infortuni che hanno compromesso il cammino degli azzurri ed una Champions conclusa miseramente al 30° posto. I malumori sembravano rientrati ma dopo il mezzo flop a Parma e il ko per 2-0 contro i biancocelesti, in una delle più brutte partite della gestione del tecnico salentino, si è riaperta la ferita già lacerata. L’Inter capolista è ora a +12 ma a scatenare la rabbia dei tifosi è sia il secondo posto – ancora in bilico – che le parole del tecnico del Napoli nel post-gara con la Lazio.

Le critiche e il rapporto con l’ambiente

Dopo le dichiarazioni ambigue nel pre-gara “Il secondo posto è il primo dei perdenti”, il tecnico dei partenopei si è sfogato nel post gara di Napoli-Lazio: “Questo è il mio secondo anno al Napoli ed è un copia e incolla dell’anno scorso. Dispiace che quando parlo mi sembra di parlare in italiano e invece vengo strumentalizzato. Uno riporta la propria idea di quello che ha capito, capitasse in Inghilterra capirei. Queste sono situazioni in cui più stiamo zitti e meglio è.”

Antonio Conte rincara poi la dose: “Due giorni fa è uscito un articolo in cui si scriveva che era una squadra vecchia con i nomi di giocatori che andavano mandati via per svecchiare. È una mancanza di rispetto. Io dico lasciamolo fare agli altri, ma perché dobbiamo farlo noi a Napoli? Napoli è molto controversa, c’è chi aiuta e chi distrugge. A me dispiace perché c’è già chi distrugge da altre parti, so che alla fine non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

Il tema futuro e le voci sulla Nazionale

Nel corso della conferenza stampa, l’allenatore ha poi preferito non alimentare le speculazioni sul proprio futuro, rimandando ogni discorso al termine della stagione: “Anche l’anno scorso a due mesi dalla fine si è iniziato a parlare di futuro. Vi lascio parlare, dico delle cose che vengono fraintese e capite in altra maniera. Fa parte del calcio. Più si sta zitti e meglio è. Fin quando non finisce il campionato. Poi dietro le quinte si possono fare mille cose, incontri, confronti.”

E infine conclude Conte: “Più siamo in silenzio, e concentrati sulla squadra, meglio è. Sono totalmente concentrato. Il nome mio serve per scrivere pagante e fare trasmissioni. Non posso farci niente, inventano e strumentalizzano frasi”.

Il rapporto con il presidente

Nel corso della conferenza stampa si è poi spostato il focus sul rapporto tra Conte e De Laurentiis dopo le parole del patron del Napoli pronunciate nei giorni precedenti: “Mi dica adesso quello che vuole fare, se vuole restare con noi oppure andare in nazionale”.

La risposta del tecnico dei partenopei arriva nella conferenza stampa post Napoli-Lazio ma sa di addio: “Quello è un problema del presidente. Lui può parlare. Dire quello che vuole. È il presidente. Non rispondo al presidente in pubblico, se dovessi rispondere, lo farei in privato”.

I tifosi scaricano Conte

Le critiche più amare arrivano poi dal web nel post Napoli-Lazio: “Ieri non è che non hanno giocato, non sono proprio scesi in campo e quando non hai spiegazioni,quando non si fanno domande azzeccate in quelle tre del dopo partita per capire io vado in freva.”

E ancora: “Ti ho sempre difeso, sempre. Ma stasera sei indifendibile. Qualcosa è cambiato dalla partita contro il Milan, non è possibile. Santos andava messo dal 1′. Continuare ad insistere sui 4 non va bene. Pessimi. Non aggiungo altro.”

C’è poi chi fa notare: “Il giro palla orizzontale non si può fare senza Rrahmani e con Buongiorno centrale: è troppo impacciato nel palleggio. Meglio passare a 4, con terzini che si sovrappongono e crossano di prima. Saremmo sicuramente più pericolosi.”

E infine: “Conte si vuole far cacciare prima del patatrac così da essere libero e come sempre per scaricare le responsabilità. Altroché uomo serio”.

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