“Io voglio vincere, non m’interessa lo spettacolo. Se voglio divertirmi vado a vedere il nuoto sincronizzato, che è bellissimo, o il balletto. A calcio conta vincere e basta”. S’iscrive alla filosofia “allegriana” (ricordate la metafora del circo?) Maurizio De Giovanni. C’è Napoli-Juventus domani e allora smessi i panni del commissario Ricciardi, lasciati in un cassetto i “Bastardi di Pizzofalcone” e rimandati ad altri tempi gli slanci di Mina Settembre, lo scrittore partenopeo riprende i mai smessi vestiti da tifoso azzurro. Intervistato in esclusiva da Virgilio Sport l’artista napoletano presenta la sfida del Maradona.
De Giovanni lei fischierà Spalletti domani allo stadio?
“Ho sempre detto che Spalletti ha diritto ad affetto e stima per quello che ha fatto a Napoli, ma solo fino al fischio d’inizio. Da quel momento e fino al 90′ è l’allenatore della Juve e va fischiato come tutti gli avversari perchè allo stadio si va anche per fischiare”
Non basta quel terzo storico scudetto per un’amnistia?
“E’ il tecnico che ci ha regalato il terzo tricolore e per questo gli saremo eternamente riconoscenti, l’affetto per l’uomo resta ma come tecnico della Juventus non possiamo applaudirlo”.
Napoli fischiò anche Cavani quando venne a giocare a Fuorigrotta in amichevole col Psg…
“Sì, ma giocava col Psg. Intendiamoci, ci sono fischi e fischi. Io non avrei mai fischiato Lucca in coppa Italia, è stato un grande errore, una cosa orribile da cui prendo le distanze. I nostri giocatori non vanno fischiati mai quando hanno la maglia azzurra”.
Le piaceva più il Napoli di Spalletti o questo di Conte?
“Mi piace il Napoli che vince, stop. Lo spettacolo non m’interessa, il gioco di Conte è finalizzato alla vittoria e mi sta bene così. Conte ha vinto tanto e spero continui a farlo. Mi aspetto un suo nuovo miracolo domani perché ci mancano tutti a centrocampo, c’è solo McTominay, senza Lobotka. Però dobbiamo vincere, se battiamo la Juve andiamo a +8 e senza scontro diretto..”.
