Prima le voci sui fondi arabi – nel lontano 2016 – poi la possibilità che Jeff Bezos comprasse il Napoli, eppure chi ha sempre detto no, dinanzi a cifre economiche monstre per vendere il suo club, è stato Aurelio De Laurentiis. Il presidente del club partenopeo, un anno fa esatto campione di Italia per la quarta volta, ha deciso di declinare l’ennesimo invito a cedere gli azzurri. I dettagli della maxiofferta e chi c’è dietro la proposta come rivela il Corriere dello sport.
- Offerta miliardaria respinta: De Laurentiis non vende il Napoli
- Il gruppo americano interessato al club: chi è Matt Rizzetta
- Un progetto che andava oltre il calcio
- Le parole e il silenzio di Rizzetta
Offerta miliardaria respinta: De Laurentiis non vende il Napoli
Aurelio De Laurentiis ha deciso di tenersi il Napoli. Nonostante nelle ultime settimane in città si siano rincorse voci insistenti su una possibile vendita della società, il presidente del Napoli ha deciso di rifiutare una proposta clamorosa arrivata dagli Stati Uniti, valutata intorno ai due miliardi di euro.
Una cifra enorme, soprattutto se confrontata con la recente stima di Football Benchmark, che il 29 maggio 2025 aveva fissato il valore della SSC Napoli a circa 1,1 miliardi. Eppure, il patron azzurro avrebbe chiuso ogni spiraglio, confermando la volontà di restare alla guida del club proprio nell’anno del centenario.
Il gruppo americano interessato al club: chi è Matt Rizzetta
Dietro la maxi offerta – scrive Mandarini sul Corriere dello sport, ci sarebbe un gruppo di investitori statunitensi legato a Matt Rizzetta, imprenditore italoamericano e presidente del Napoli Basket e del Campobasso. Rizzetta è anche Founder & Managing Partner di Underdog Global Partners, società attiva nella consulenza e nella gestione di asset sportivi insieme a progetti immobiliari collegati.
Secondo le indiscrezioni, tra le parti ci sarebbero stati diversi contatti e confronti nel corso degli ultimi mesi, ma De Laurentiis non avrebbe mai realmente aperto alla cessione nonostante la retrocessione in Serie C del Bari (altra proprietà di ADL). I colloqui, infatti, si sarebbero interrotti prima ancora di avviare una vera due diligence, segnale evidente della volontà del presidente di non trattare.
Un progetto che andava oltre il calcio
L’interesse del gruppo americano non si sarebbe limitato soltanto al Napoli calcio. Alla base dell’operazione ci sarebbe stato un progetto più ampio, con l’idea di creare un polo sportivo capace di unire diverse discipline, a partire dal basket (di cui è già presidente del Napoli), accompagnato da investimenti strutturali e immobiliari.
La notizia dell’offerta da circa due miliardi aveva inevitabilmente alimentato rumors e discussioni in città, anche perché un investimento di questa portata avrebbe avuto ricadute importanti non solo sul club, ma pure sullo sviluppo sportivo e infrastrutturale di Napoli.
Le parole e il silenzio di Rizzetta
Interpellato sulla vicenda dal Corriere dello Sport, mentre era in viaggio verso Philadelphia insieme alla figlia, Matt Rizzetta ha preferito non entrare nei dettagli. Attraverso l’ufficio stampa del Napoli Basket, ha fatto sapere di non avere commenti e di non essere a conoscenza dell’operazione.
Negli stessi giorni il suo nome era stato accostato anche alla possibile acquisizione della Reggina, ma dal Campobasso è arrivata una precisazione: non lascerà il club molisano. La nota aggiunge inoltre: “Il presidente Matt Rizzetta, come spesso accade nel mondo dello sport e degli investimenti internazionali, viene frequentemente contattato da diversi soggetti e gruppi interessati a sviluppare opportunità nel panorama calcistico italiano e non solo. Alcune attività e valutazioni, inoltre, restano necessariamente coperte da accordi di riservatezza, come avviene abitualmente in operazioni di questo tipo”.
