Aurelio De Laurentiis contro tutti: intervistato negli Stati Uniti, il presidente del Napoli ha esaltato Antonio Conte e snobbato Luciano Spalletti parlando degli scudetti vinti dagli azzurri negli ultimi anni, poi affrontando il tema della crisi del calcio in Italia e della Nazionale ha attaccato duramente l’ex c.t. Rino Gattuso, la Figc e i procuratori.
- Napoli, De Laurentiis snobba Spalletti
- De Laurentiis pazzo di Conte
- L’attacco a Uefa, Fifa e Figc
- L’invettiva contro i procuratori e Gattuso
Napoli, De Laurentiis snobba Spalletti
Ad Aurelio De Laurentiis serviva un viaggio negli Stati Uniti per ritrovare tutta la sua verve davanti al microfono. Intervistato dalla CBS, il presidente del Napoli ha ripercorso tutta la sua esperienza nel mondo del calcio, a partire dall’acquisto del club dopo il fallimento, e raccontato le emozioni dei due scudetti. E nel farlo, ADL ha esaltato il lavoro di Antonio Conte, snobbando invece quello di Luciano Spalletti, al timone del Napoli nella stagione del terzo scudetto, nel 2022/23.
“Il terzo scudetto era scritto, non fu una sorpresa, dovevamo capire solo quando sarebbe accaduto”, la bordata di De Laurentiis al toscano, bacchettato poi anche per l’acquisto di Giacomo Raspadori. “Fu l’unica sua richiesta – ha raccontato ADL – ma Raspadori non ha avuto un grande successo con il Napoli… può succedere”.
De Laurentiis pazzo di Conte
Decisamente diverso il tono quando si è passati a parlare di Conte. “È venuto e ha vinto il quarto scudetto”, ha detto De Laurentiis. “Abbiamo avuto tantissimi giocatori – ha poi aggiunto – e tutti giocavano per la maglia, per Conte. Lo si vede nel film, Conte urlava ed era eccitato ogni partita, e chiedeva a tutti quanti di non mollare mai. Perché se ci fosse stato un momento di distrazione, gli altri ci avrebbero mangiato. Conte è un grandissimo motivatore”.
L’attacco a Uefa, Fifa e Figc
A De Laurentiis è stato poi chiesto della crisi del calcio, italiano e non. Il presidente del Napoli ha ribadito la necessità di ridurre il numero di partite, prendendosela contro Uefa e Fifa (“Re Infantino”, la sua etichetta per il presidente della federazione internazionale) e anche con la Figc, che non accetta di dover ridurre il numero delle squadre in serie A da 20 a 16.
Inoltre, ADL è tornato sul suo cavallo di battaglia, l’istituzione di un risarcimento ai club per le convocazioni dei propri giocatori in nazionale: “Se il salario di un anno è 10 milioni e se loro hanno i giocatori per un mese, mi devono dare 1 milione. Perché li devo dare gratuitamente? Sono una mia proprietà, non loro. Abbiamo aziende o no? È troppo facile per le Federazioni prendere 15 giocatori e non pagarli, oppure loro ricevono soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale…”, la grave accusa lanciata da ADL.
L’invettiva contro i procuratori e Gattuso
E a proposito di procuratori, anche loro finiscono nel mirino del presidente del Napoli. “Gli agenti si credono i proprietari del calcio, chiedono tantissimi soldi per cosa? Solo per firmare un contratto e poi scomparire? Se un giocatore ha un problema, gli agenti scompaiono”, l’attacco di De Laurentiis che ha poi chiuso la sua panoramica sul calcio italiano bocciando anche il lavoro dell’ormai ex c.t. Rino Gattuso. “Gattuso non sapeva dove andare o cosa dire… è un’ansia! Devi essere rilassato, per avere successo serve essere rilassati”, la lezione di ADL al tecnico.
