L’ha voluto fortemente Conte ma l’ha scartato quasi subito. Noa Lang a Napoli è stata una meteora: poche partite e nessun guizzo a dispetto delle roboanti dichiarazioni dell’esterno olandese a inizio stagione (“amo il dribbling, chi vuol divertirsi venga a vedermi”). Per non perdere i Mondiali il giocatore è andato in prestito al Galatasaray a gennaio ma dopo solamente 2 gol e 3 assist in 19 partite non è stato esercitato il riscatto fissato a 30 milioni e Noa Lang è già tornato in Italia e ha approfittato delle vacanze per qualche giornata di relax.
- Noa Lang in vacanza a Capri
- Noa Lang un idolo al Bruges
- La scelta di lasciare Napoli
- Senza pallone per 5 giorni
Noa Lang in vacanza a Capri
Il giocatore è stato avvistato a Capri, dove è arrivato a bordo di un’imbarcazione privata con la famiglia al completo. Al suo fianco c’era la compagna Blossom Blue, che è rimasta letteralmente estasiata dalla bellezza dell’isola. Anche Lang è rimasto colpito dal fascino di Capri, tra mare cristallino, ristoranti tipici e tanto relax. Intervistato da Nfl Voetbal Lang è tornato sul periodo in azzurro.
Noa Lang un idolo al Bruges
L’esterno – che è un apprezzato musicista tra le altre cose – ha un passato anche al Bruges e ha partecipato ai festeggiamenti per la vittoria del campionato belga del suo ex club a distanza. La sua canzone “7k op je feestje” è stata trasmessa negli spogliatoi dopo la gara che è valsa il titolo.
La scelta di lasciare Napoli
A Nfl Voetbal Lang ha rivelato: “Quando ho comunicato la mia decisione di andare al Galatasaray al nostro commissario tecnico della nazionale, Ronald Koeman, lui mi ha sostenuto pienamente. Conosceva il club, aveva visto alcune delle loro partite. Mi aveva persino avvertito in anticipo che il club era più grande di quanto mi aspettassi. Ora ho 26 anni e mi piacerebbe partecipare a un secondo Mondiale. Mi fa piacere che il commissario tecnico abbia fiducia in me. Altrimenti non mi convocherebbe così spesso. Ad esempio, durante il periodo in cui giocavo meno al Napoli. Ho parlato a lungo anche del mio trasferimento con il mio amico Brian Brobbey.
“Perchè ho accettato il Napoli? Se un grande allenatore come Antonio Conte ti vuole, ci vai, ma a volte le cose vanno semplicemente come devono andare. Fin dall’inizio abbiamo giocato con un sistema che non prevedeva gli esterni d’attacco. Per questo motivo, ho dovuto assumere un ruolo diverso da quello a cui ero stato abituato per tutta la vita. Questo non faceva proprio al caso mio”.
Senza pallone per 5 giorni
“Non mi pento assolutamente della mia scelta. Ho vissuto sei mesi molto formativi. Anche solo la preparazione stagionale in montagna è stata un’esperienza a sé stante. Tuttavia, io negli allenamenti ero abituato a piccoli tornei, partitelle cinque contro cinque, esercitazioni di tiro e divertimento. Al Napoli non abbiamo visto il pallone per cinque giorni”.
Nell’intervista, Lang parla delle impressioni che ha avuto al Galatasaray, del fatto che lì non può camminare in pace per le strade, della grandezza del club, della libertà che gli viene concessa dall’allenatore, del pollice che ha quasi perso, del perché ha smesso di guardare il calcio italiano in TV, della sua autostima e del suo futuro.
