Il Napoli post Antonio Conte potrebbe trovarsi presto a corto di soluzioni per la panchina: l’Atalanta pare aver sorpassato gli azzurri nella corsa a Maurizio Sarri, mentre altri obiettivi di Aurelio De Laurentiis come Massimiliano Allegri, Unai Emery e Francesco Farioli appaiono oggi lontani. Il club partenopeo rischia un finale “alla Rudi Garcia”.
- Napoli post Conte, Sarri preferisce l’Atalanta
- Allegri resta al Milan
- Emery e Farioli, sogni irrealizzabili di ADL
- Il rischio di una soluzione “alla Garcia”
Napoli post Conte, Sarri preferisce l’Atalanta
Il ritorno di Maurizio Sarri al Napoli non è più tanto certo come pareva qualche giorno fa. E non per le minacce di Claudio Lotito, che ieri sera ha ricordato come il tecnico toscano sia ancora sotto contratto con la Lazio. Bensì per il forte inserimento dell’Atalanta, decisa a soffiare l’allenatore ad Aurelio De Laurentiis: secondo Sportmediaset, Sarri preferirebbe la Dea non solo per lo stipendio più alto di quello proposto da ADL – 3,5 milioni l’anno contro i 2,8 a cui si è fermato il Napoli – ma anche per la minore pressione da parte della piazza e per l’opportunità di tornare a lavorare con Cristiano Giuntoli, destinato a rimpiazzare l’attuale d.s. bergamasco Tony D’Amico.
Allegri resta al Milan
Ma oltre a Sarri, il Napoli rischia di perdere anche la principale alternativa al toscano: la situazione al Milan di Massimiliano Allegri, il secondo nome nella lista di De Laurentiis, è completamente cambiata dopo la vittoria dei rossoneri in casa del Genoa; ora l’idea del proprietario Gerry Cardinale è quella di tenersi stretto il tecnico livornese e cambiare invece i dirigenti, puntando su uomini che lavorino in maggiore sintonia con Allegri stesso. La prospettiva di una “fuga” a Napoli da parte di Max, insomma, risulta ora piuttosto improbabile.
Emery e Farioli, sogni irrealizzabili di ADL
Sarri e Allegri piacciono a De Laurentiis perché tecnici esperti e dotati anche di esperienza internazionale, un fattore chiave per un Napoli che nella prossima stagione dovrà riscattare l’eliminazione alla league phase della Champions. Per lo stesso motivo, ADL aveva messo nel mirino altri due allenatori, che però risultano di fatto irraggiungibili.
Unai Emery, fresco vincitore della 5a Europa League della sua carriera, ha un contratto con l’Aston Villa da ben 9 milioni di euro con scadenza nel 2029: il tecnico basco, già cercato da ADL quando andò via Rafa Benitez nell’estate 2015, non arriverà neanche stavolta a Napoli. Il Porto, invece, ha rinnovato già nello scorso gennaio e fino al 2028 il contratto di Francesco Farioli, inserendo addirittura una clausola rescissoria da 15 milioni di di euro: De Laurentiis, che ha da tempo un debole per l’uomo che ha riportato i Dragoes al vertice del campionato portoghese, non potrà fare di lui l’erede di Conte.
Il rischio di una soluzione “alla Garcia”
In casa Napoli si sta profilando una situazione d’assai simile a quella che, dopo l’addio di Luciano Spalletti, spinse nell’estate 2023 De Laurentiis ad affidarsi a Rudi Garcia: prima di ripescare il tecnico francese dal campionato saudita, il presidente del Napoli dovette incassare i no di Thiago Motta e Luis Enrique. Il pericolo per il club partenopeo è quello di scegliere una soluzione d’emergenza, non accompagnata dalla piena fiducia dello stesso ADL: un contesto che, due stagioni fa, compromise l’annata del Napoli, addirittura 10° alla fine del campionato.
RaiSport ha riportato la notizia di un contatto con Vincenzo Italiano, attuale tecnico del Bologna, mentre tra gli allenatori accostati al Napoli negli ultimi giorni è ancora libero il nome di Raffaele Palladino, in uscita dall’Atalanta. Sullo sfondo, infine, c’è Roberto Mancini, che attende solo una chiamata da De Laurentiis per tornare ad allenare in Italia dopo la parentesi qatariota. Nessuno dei tre, però, rappresenterebbe al momento né la prima, né la seconda o terza scelta di De Laurentiis.
