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Norvegia, c’è l'Inghilterra ma il virus fa più paura di Kane: due giocatori in isolamento, preoccupazione per Haaland

La nazionale di Solbakken in apprensione: tra tosse, raucedine e continui viaggi, la sfida contro l'Inghilterra rischia di essere condizionata più dall'infermeria che dal campo

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Web editor

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

La vittoria sul Brasile ha regalato alla Norvegia una delle pagine più belle della sua storia calcistica recente, trascinata da uno straordinario Erling Haaland. L’euforia, però, ha lasciato rapidamente spazio alla preoccupazione. A pochi giorni dal quarto di finale del Mondiale contro l’Inghilterra, il commissario tecnico Stale Solbakken deve infatti fare i conti con un problema che va ben oltre gli aspetti tattici: un malessere diffuso all’interno della spedizione norvegese. Due giocatori sono stati posti in isolamento, diversi componenti della rosa accusano sintomi respiratori e cresce l’attenzione anche sulle condizioni del bomber del Manchester City, chiamato a guidare la nazionale nella partita più importante degli ultimi decenni.

Non solo Kane: il primo avversario è il virus

Sulla carta la minaccia principale dovrebbe chiamarsi Harry Kane, leader tecnico dell’Inghilterra e uno degli attaccanti più completi del panorama mondiale. In queste ore, però, la Norvegia sembra avere una priorità diversa: recuperare una rosa provata da problemi fisici che rischiano di compromettere la preparazione della sfida.

Secondo quanto filtra dal ritiro, due giocatori sono stati messi in isolamento mentre altri accusano tosse, raucedine e difficoltà respiratorie. Sintomi che hanno inevitabilmente acceso l’allarme nello staff medico, anche se al momento non sembrano emergere situazioni particolarmente gravi. Il timore principale riguarda la possibilità che il malessere possa coinvolgere altri elementi della rosa proprio nei giorni che precedono il quarto di finale.

Solbakken minimizza: “Colpa dei viaggi e dell’aria condizionata”

Il commissario tecnico Stale Solbakken ha cercato di rasserenare l’ambiente, escludendo almeno per il momento la presenza di un vero focolaio virale. Secondo l’allenatore, il problema sarebbe soprattutto la conseguenza del tour de force affrontato dalla nazionale durante il Mondiale.

Boston, New Jersey, Dallas e ora Miami: la Norvegia ha attraversato gli Stati Uniti accumulando migliaia di chilometri tra voli, trasferimenti e continui cambi di clima. Per Solbakken è proprio questa combinazione, unita all’uso costante dell’aria condizionata negli hotel, negli aeroporti e negli spogliatoi, ad aver indebolito parte del gruppo. Un’analisi condivisa anche da diversi osservatori, considerando quanto il calendario del torneo abbia inciso sul recupero fisico delle squadre.

Haaland osservato speciale: la Norvegia trattiene il fiato

Il nome che preoccupa maggiormente è inevitabilmente quello di Erling Haaland. Non risultano al momento indicazioni di problemi seri per il centravanti, protagonista assoluto dell’impresa contro il Brasile, ma qualsiasi fastidio fisico viene monitorato con estrema attenzione.

Per la Norvegia, perdere anche solo una parte dell’efficienza del proprio numero 9 significherebbe rinunciare alla principale arma offensiva contro una delle difese più organizzate del torneo. Lo staff sanitario continuerà a valutare quotidianamente le condizioni di tutti i giocatori, cercando di evitare ulteriori complicazioni in vista della sfida di Miami.

Una prova anche di gestione, non soltanto di calcio

I grandi tornei si decidono spesso sui dettagli, e la condizione fisica è uno di quelli che possono cambiare il destino di una nazionale. La Norvegia ha già dimostrato di poter sorprendere chiunque eliminando il Brasile, ma ora dovrà vincere una partita ancora prima di scendere in campo: recuperare energie e ritrovare un gruppo nelle migliori condizioni possibili.

L’Inghilterra arriva all’appuntamento con maggiore serenità dal punto di vista sanitario, mentre Solbakken spera che i giorni a disposizione prima del calcio d’inizio siano sufficienti per rimettere in piedi la squadra. Solo allora la sfida tornerà a essere quella che tutti si aspettano: Haaland contro Kane, talento contro esperienza, sogno contro tradizione. Fino ad allora, però, il nemico più difficile da affrontare per la Norvegia resta invisibile.

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