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L’Olanda trema all’ipotesi rigori col Marocco, ecco perché. Gakpo gioca nonostante la tragedia del figlio

I precedenti dagli 11 metri non sorridono agli Orange, ko in Qatar contro l'Argentina per gli errori di van Dijk e Berghuis. Dramma per l'attaccante del Liverpool, ma ci sarà

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Pietro De Conciliis

Pietro De Conciliis

Giornalista

Giornalista pubblicista e speaker radiofonico, per Virgilio Sport si occupa di calcio con uno sguardo attento e competente sui campionati di Serie B e Serie C

Tra le partite più attese di questi sedicesimi di finale dei Mondiali c’è senza dubbio Olanda-Marocco, che vede confrontarsi la prima del gruppo F e la seconda forza del girone C. Due possibili rivelazioni di questa kermesse, ma soltanto una proseguirà il suo cammino e staccherà il pass per gli ottavi contro il Canada padrone di casa. Sullo sfondo, però, c’è l’incubo rigori per gli Orange, il cui ritiro è stato già scosso dalla tragica notizia che ha colpito l’attaccante Cody Gakpo: la compagna Noa van der Bij ha perso in gravidanza il figlio che portava in grembo, ma il giocatore del Liverpool sarà ugualmente della partita.

Olanda-Marocco, Orange a caccia degli ottavi

L’Olanda arriva alla sfida dopo aver chiuso in testa al gruppo F la fase a gironi, grazie a una squadra equilibrata e ricca di talento, nonostante le disattenzioni costate care contro l’ostico Giappone. Il Marocco, invece, ha confermato la crescita del suo movimento a livello internazionale, dimostrando ancora una volta di poter competere con le migliori nazionali grazie a un’organizzazione difensiva degna delle squadre europee e a singoli di spessore come Hakimi e Saibari.

Lo staff tecnico guidato da Ronald Koeman, tuttavia, non vuole lasciare nulla al caso. Nei giorni che hanno preceduto il match, gli Orange hanno lavorato anche su aspetti spesso trascurati: la gestione del caldo, viste le elevate temperature che si stanno registrando in America, e l’eventualità dei calci di rigore. Pur riconoscendo che esiste una componente mentale impossibile da riprodurre in allenamento, il commissario tecnico e il suo staff hanno preparato i giocatori anche sotto questo profilo, cercando di ridurre al minimo i carichi e facendo in modo di arrivare al meglio ad una gara da dentro o fuori. La prima di questo Mondiale.

Tabù rigori e dramma Gakpo

I rigori rappresentano un autentico tabù nella storia dell’Olanda, spesso eliminata nelle grandi competizioni proprio dagli undici metri. Per questo motivo la preparazione specifica è stata accompagnata anche da un’attenta pianificazione delle pause per l’idratazione e della gestione delle energie, considerando le condizioni climatiche previste. Proprio nell’ultima edizione del Mondiale, infatti, il capitano Virgil van Dijk e Steven Berghuis sbagliarono i primi due calci di rigore, condannando gli Orange ad una cocente sconfitta contro l’Argentina di Scaloni, poi diventata campione del mondo. Anche in passato, come ricorda l’iconica semifinale con l’Italia di Euro 2000, le cose non sono andate meglio per i Paesi Bassi. Il Marocco, invece, riuscì ad eliminare la Spagna proprio grazie alla lotteria dagli 11 metri, in occasione della kermesse andata in scena in Qatar nel 2022.

Sul piano emotivo, invece, gli occhi saranno inevitabilmente puntati su Cody Gakpo. L’attaccante ha scelto di restare con il gruppo nonostante il grave lutto familiare. Ronald Koeman ha confermato che il giocatore si sente pronto a scendere in campo, spiegando di essere rimasto profondamente colpito dalla forza con cui il suo numero 10 sta affrontando questo momento così doloroso. Una scelta che ha ulteriormente compattato lo spogliatoio olandese, deciso anche a dedicargli una prestazione importante.

La solidarietà dei compagni

Gakpo, dunque, ci sarà, come confermato dallo stesso ct olandese in conferenza stampa alla vigilia: “Abbiamo fatto tutto il possibile per supportarlo – ha sottolineato Koeman –. Ad esempio, nei primi giorni gli è stata data la libertà di lasciare l’hotel ogni volta che voleva stare con la sua famiglia. Il modo in cui ha gestito la situazione è una dimostrazione di grande maturità. Ed è davvero pronto a giocare. Non pesa così tanto sulla sua prestazione da rendergli impossibile scendere in campo, come ha confermato anche lo stesso Cody”.

Dello stesso avviso anche capitan van Dijk, al fianco del suo compagno di squadra (nel Liverpool e in nazionale): “Essere al fianco di Cody è la cosa più importante. Quindi è quello che abbiamo fatto come gruppo. Il modo in cui sta gestendo la situazione è coerente con come lo conosco. E conoscendo Cody, so che è molto determinato a raggiungere il turno successivo del Mondiale. Ora la nostra attenzione è tutta rivolta a questo”.

L’Olanda trema all’ipotesi rigori col Marocco, ecco perché. Gakpo gioca nonostante la tragedia del figlio Ansa

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