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Milano-Cortina, c'è il primo caso di doping: l'azzurra del biathlon Rebecca Passler positiva al letrozolo

Partono male le olimpiadi del contingente italiano: Rebecca Passler, biathleta che avrebbe dovuto gareggiare anche in staffetta con Wierer e Vittozzi, è risultata positiva a un controllo a sorpresa

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Le olimpiadi di Milano-Cortina non sono ancora cominciate, ma c’è già il primo caso di doping ad agitare la spedizione italiana: Rebecca Passler, promettente biathleta e sicura pedina del quartetto femminile della staffetta (avrebbe gareggiato anche nelle gare individuali). è stata trovata positiva a un controllo a sorpresa, effettuato cioè fuori dalle competizioni. La sostanza rinvenuta nei campioni prelevati è il letrozolo, un inibitore dell’aromatasi di terza generazione, farmaco utilizzato principalmente nel trattamento del tumore al seno ormono-dipendente nelle donne in post-menopausa. Immediata è scattata la sospensione dell’atleta di Anterselva, guarda a caso, proprio la località che ospiterà le gare di biathlon), in attesa di comunicazioni al riguardo.

Un sogno infranto sul più bello: la prima olimpiade “a casa”

Rebecca Passler, 25 anni, è nota nel circuito del biathlon nazionale e non solo perché è la nipote di Johan, due volte medaglia di bronzo a Calgary 1988 (le prime medaglie di sempre della storia del biathlon italiano ai giochi olimpici), oltre a essere ormai una presenza fissa nel quartetto della staffetta assieme a Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi e Michela Carrara (nell’ultima prova di Coppa del Mondo era stata sostituita da Hannah Auchentaller, che a questo punto è destinata a finire nuovamente in squadra al posto della compagna esclusa).

A livello giovanile s’era fatta notare grazie all’argento nell’individuale e nella staffetta ai mondiali giovanili di Lenzerheide 2020, mentre nei mondiali Juniores di Obertilliach del 2021 è stata argento nella sprint e nella staffetta, e poi bronzo nell’inseguimento. Nell’edizione successiva a Soldier Hollow (2022) è passata però all’incasso: oro in staffetta e argento nella sprint individuale.

Risultati che le hanno permesso di varcare le porte della nazionale A, con la Coppa del Mondo che l’ha accolta per la prima volta a a Oestersund nell’ottobre del 2021, col primo podio ottenuto in staffetta a Hochfilzen nel dicembre del 2022. Quest’anno aveva ottenuto come miglior risultato l’11esimo posto nella mass start di Annecy e poi nella sprint di Oberhof, entrambe chiuse all’11esimo posto. Quella di Milano-Cortina avrebbe dovuto essere la prima olimpiade alla quale prendeva parte, con l’emozione di disputarla sulle nevi di casa e davanti a familiari e amici di una vita. Un sogno infranto nel peggiore dei modi, che rischia di aprire una ferita nell’animo difficilmente rimarginabile.

Sul web commenti al vetriolo, ma c’è chi vuol provare a capire

Come sempre accade in casi del genere, sul web in molti non hanno perso tempo a condannare Passler, evidentemente convinti del fatto che l’atleta di Anterselva avesse in qualche modo cercato uno stratagemma per alterare le proprie prestazioni.

In realtà, al netto di tanti commenti al vetriolo (fatti, va rimarcato, da persone che non conoscono minimamente i dettagli della vicenda, come del resto la stragrande maggioranza anche degli addetti ai lavori, essendo arrivata la comunicazione da pochi minuti), qualcuno ha provato anche a guardare la vicenda da un altro lato: essendo il letrozolo una sostanza utilizzata soprattutto nei casi di cure tumorali, c’è chi ha ipotizzato che Rebecca possa aver tenuto nascosto il proprio stato di salute, magari proprio per la grande voglia di provare a disputare la prima e unica olimpiade in casa della sua carriera.

Va da sé che il letrozolo è stato inserito nell’elenco delle sostanze dopanti in quanto può ridurre il livello degli estrogeni dovuti agli anabolizzanti (quindi sostanzialmente per coprire altre sostanze). Per questo in molti si attendono in giornata un comunicato da parte della FISI, volto a dare un senso a una vicenda che ha finito per mettere in cattiva luce la squadra italiana (e in modo particolare Passler) a una manciata di giorni dal via dei giochi olimpici.

Il caso Errani del 2017: il letrozolo nei… tortellini in brodo

Non è la prima volta che il letrozolo compare nella storia sportiva italiana: nel 2017 Sara Errani venne condannata a due mesi di sospensione dal tribunale ITF per essere risultata positiva a un controllo della stessa sostanza rinvenuta nei campioni prelevati su Passler.

In quel caso la tennista riuscì però a dimostrare che venne a contatto con il letrozolo per contaminazione accidentale: la sostanza era presente in un farmaco (Femara) utilizzato dalla madre Fulvia per evitare ricadute di un tumore con il quale aveva combattuto nel 2005 e poi altre due volte nel 2008 e nel 2012, e una pillola di queste cadde nel brodo dei tortellini che poi Sara avrebbe mangiato a tavola.

La versione data da Errani venne accettata dalla corte che si trovò a dibattere sul suo caso, con la condanna ridotta a soli due mesi di sospensione anche per il fatto che tutti i controlli effettuati a ridosso del test risultarono negativi.

Milano-Cortina, c'è il primo caso di doping: l'azzurra del biathlon Rebecca Passler positiva al letrozolo Ansa

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