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Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, ecco i 4 portabandiera per l'Italia: Pellegrino, Fontana, Mosaner e Brignone

L'annuncio ufficiale del presidente CONI affida a quattro campioni il ruolo più visibile e simbolico dei Giochi Olimpici ormai imminenti

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

La solennità del momento era prevedibile, qualche ipotesi relativa a chi è stato investito di tale incarico anche ma l’emozione al pari della percezione rimane intatta. Alle 12 e 12 del 12 dicembre, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha annunciato i portabandiera di Milano Cortina 2026, nel pieno rispetto dell’equilibrio di genere, di disciplina e non ultimo di logistica. Proprio come aveva anticipato. A Milano saranno Federico Pellegrino e Arianna Fontana e a Cortina Amos Mosaner e Federica Brignone, a prescindere da quel che sarà.

Buonfiglio sui portabandiera di Milano Cortina

Quindi Pellegrino, Fontana, Mosaner e Brignone. Nomi forse previsti, ma con una storia unica per vicende, iperboli e paradossi se riflettiamo su Federica.

“Mai prima di oggi avevo avuto questo onore” le parole del presidente del Coni. “E’ la prima volta di una coppia di portabandiera ai Giochi invernali. Mai c’erano stati 4 portabandiera olimpici. E mai c’era stata prima di ora un’Olimpiade così diffusa sul territorio. Il numero uno dello sport italiano ha poi dato un’altra importantissima notizia che riguarda proprio Federica Brignone: “Sì, mi ha confermato che sarà in gara a Cortina”.

Come anticipato dallo stesso Buonfiglio, i quattro atleti azzurri designati – novità assoluta – riceveranno la bandiera dalle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una cerimonia che si terrà il 22 dicembre.

La promessa di Fede Brignone

Proprio Federica, poche ore fa, aveva espresso quel desiderio che il grave infortunio agli Assoluti ha reso una lotta contro il tempo, per via degli interventi e delle oggettive difficoltà di recupero. A novembre è tornata sugli sci, ma l’obiettivo olimpico è arduo. Ed è innegabile, pur guardando con ottimismo.

Dopo aver vinto il premio ‘Leggenda’ ai Gazzetta Awards, a poco meno di due mesi dall’inizio delle Olimpiadi Invernali la 35enne valdostana, oro iridato in gigante e protagonista della Coppa del Mondo, ha chiuso la stagione con un terribile infortunio al ginocchio.

“Mi ha spinto la motivazione di tornare a fare quello che mi piace di più. Mi è mancato da morire non fare sport per così tanti mesi. Olimpiadi? Ci sto provando. E sarebbe un sogno fare la portabandiera, è qualcosa che manca nel mio curriculum”, ha detto Federica che ha anticipato con questo indizio che sarà presente. Come portabandiera, di sicuro.

Ecco le sue prime parole, post annuncio: “”E’ il sogno che si realizza. Dal giorno dell’infortunio è stata la motivazione per lottare e rialzarmi. Grazie a tutti coloro che mi sono stati vicini da sempre e ancora di più in questi mesi. Ringrazio il Presidente Buonfiglio per avermi concesso l’onore di essere la Portabandiera alle Olimpiadi in Italia”.

La grinta di Fontana

Arianna Fontana, campionessa di pattinaggio short track, è esplosiva come di consueto: “Quando ero una bambina avevo tre sogni: partecipare ai Giochi Olimpici, essere portabandiera e vincere le Olimpiadi. Avere la chance di poter rappresentare di nuovo il mio Paese e di portare il tricolore è una fortuna. Niente mi rende più orgogliosa che guidare la squadra che amo da 20 anni. Subito dopo mi sono tornate in mente le sensazioni e le emozioni provate nel 2018 a Pyongchang: portare la bandiera azzurra ha avuto un certo impatto su di me e sulle mie performance, mi caricò tantissimo. L’obiettivo è lo stesso delle altre volte, centrare le finali in tutte le distanze, e una volta lì, giocarmi il podio. A Milano tra l’altro ci saranno la mia famiglia e amici anche dagli Stati Uniti, quasi tutti mi vedranno gareggiare per la prima volta dal vivo”.

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