Se tre indizi fanno una prova chissà cosa fanno tre vittorie in Formula 1 a 19 anni. Così Andrea Kimi Antonelli diventa grande in un attimo, nello spazio di tre corse e con la vittoria di Miami certifica ancor di più il suo status di aspirante fenomeno e centro punti in classifica che non fanno male dentro una corsa da veterano puro. Per gli altri le briciole, quelle che prende Leclerc al cospetto della solita tigna e della solita sfortuna. Quella che non può invocare più di tanto Hamilton sempre più desaparecido.
- GP Miami pagella top, Antonelli 10: magico!
- GP Miami pagella flop, Hamilton desaparecido
- F1, pagelle Gp Miami: Russell ridimensionato
GP Miami pagella top, Antonelli 10: magico!
Fategli un test del dna, controllategli la carta d’identità, chiedete meglio a papà Marco e mamma Veronica. Questo qui non può avere 19 anni. La vittoria di Miami è di quelle pesanti perchè non arriva dall’alto solo della superiorità della Mercedes. Nonostante la solita mezza partenza sbagliata, Kimi è freddo nella gestione della gara, delle gomme e della monoposto, dimostrando una maturità da veterano, anche nel corpo a corpo con gente del calibro di Leclerc, Verstappen e Norris a cui resiste ancora nel finale. Se non è un campione questo!
GP Miami pagella flop, Hamilton desaparecido
Ci si è messo anche un Colapinto qualunque inebriato dalla visita di Messi in griglia a danneggiargli la SF-26 in partenza. E alla fine della fiera Lewis deve fare i conti con un’altra gara scialba, dopo e come il Giappone. Per tre giorni le ha prese da Leclerc, sempre ai margini delle prime posizioni, abbonato al 7° posto più volte svernicato da Verstappen. Non va Lewis, non va, non va più!
La cronaca e il report del Gp di Miami
F1, pagelle Gp Miami: Russell ridimensionato
- Russell (Mercedes) 5: mastica amaro, ancora una volta, stavolta se la prende con la pista che non gli aggrada, con la pioggia che doveva scendere ed invece non è venuta giù. Intanto per la terza volta di fila le becca dal pivellino appena 19enne, è un dato di fatto anche se negli ultimi giri raddrizza la baracca passando Max e Charles.
- Leclerc (Ferrari) 6,5: più che dare una macchina o un motore, date un portafortuna a quest’uomo, un ferro di cavallo, un cornetto, un quadrifoglio ma fate qualcosa perchè la sfiga che spesso lo circonda in alcuni momento delle gare è sovrannaturale. L’ultimo giro è degno della sua raccolta. La partenza resta invece un capolavoro.
- Norris (McLaren) 9: un fine settimana per ritrovarsi, tornare a riassaporare il gusto della vittoria, nella Sprint, e prendere punti, tanti, col 2° posto in gara. Ma soprattutto ritrovare il bolide sotto le mani che gli ha fatto vincere il Mondiale. Roba non da poco, occhio Kimi.
- Piastri (McLaren) 7: sempre un passo indietro, rispetto a Lando, riesce ad acciuffare qualcosa di buono anche grazie ai problemi di Leclerc, non sembra quello irresistibile della parte centrale della scorsa stagione, ma vale il discorso fatto per Norris, ritrovando la McLaren, si ritroverà pure lui.
- Max Verstappen (Red Bull) 6,5: si fa ingolosire, pasticcia al via e poi è costretto a giocare il jolly quando esce la safety car al 6° giro sperando che poi il meteo e la pioggia siano dalla sua parte ma stavolta la fortuna non lo aiuta, resta con un palmo di naso e con le gomme stravecchie in un finale in cui lo passano tutti o quasi.
- Franco Colapinto (Alpine) 8: come la posizione finale, gasato come sopra dall’incontro con Messi, dal respirare l’aria di casa, non troppo distante, ha fatto la sua miglior gara in F1, addirittura mettendo le ruote addosso alla Ferrari di Hamilton, si vabbè ma calmino un po’ Franco. Beavo ma calmino!
- Albon e Sainz (Williams) 7: una doppietta non da poco per il team di Groove e pensare che qualche mese fa questa monoposto non aveva passato i crash test saltando i primi test, è un mezzo miracolo.
- Isack Hadjar (Red Bull) 4: visti i risultati di questo inizio di stagione decide all’ennesimo ritiro, finito a muro, di cambiare sport e darsi al pugilato. Pare che il volante abbia perso per ko tecnico.
- Liam Lawson (Racing Bulls) 2: decide che l’unico modo per mettersi in evidenza è mandare all’aria, nel vero senso della parola il primo che gli capita e Gasly ne paga le conseguenze. Raptus!
Lawson fa decollare l’Alpine di Gasly
