A piccoli passi, dalle serie minori alla vittoria della Conference Cup di pallanuoto in soli 9 anni: questo il percorso silenzioso della De Akker Bologna, formazione rossoblù che domenica ad Atene ha festeggiato la vittoria del suo primo trofeo internazionale battendo in finale la blasonata Honved di Budapest. Il prossimo step sarà interrompere il dominio della Pro Recco in A1?
- Pallanuoto, la prima volta della De Akker Bologna
- La scalata della De Akker
- Due ex del Settebello al centro del progetto
- Campopiano come Baggio e Signori
- La Pro Recco nel mirino?
Pallanuoto, la prima volta della De Akker Bologna
Basket, baseball, pallavolo, football americano e, da domenica, pallanuoto: un’altra disciplina si aggiunge al lungo elenco degli sport in grado di portare prestigio internazionale a Bologna. Ma l’ultimo trofeo nella città delle Due Torri è probabilmente il più inatteso: lo ha portato la De Akker, che ha conquistato la Conference Cup, competizione alla sua prima edizione che European Aquatics ha brevettato ispirandosi alla quasi omonima Conference League della Uefa.
Un trionfo prestigioso per la società rossoblù, fondata nel 2000 ma che ha aperto il suo settore waterpolo soltanto nel 2017: nella Final Four di Atene la De Akker ha domato in semifinale i padroni di casa del Panionios (13-12) e poi ha battuto in finale la Honved (17-14), blasonato club di Budapest, fucina di campioni e vincitore di una Champions League.
La scalata della De Akker
La scalata della De Akker ai campionati nazionali è stata rapidissima, anche grazie allo scambio di categorie avvenuto nel 2020 con la President Bologna, una delle due storiche società di pallanuoto della città (l’altra è la Rari Nantes): la De Akker è così approdata in A2 (con la President in B), per poi impiegare solo due stagioni per il salto in A1, avvenuto nel 2022. E una volta approdata nel massimo campionato, la De Akker ha continuato ad alzare l’asticella: salvezza ai playout al primo anno, addirittura 6° posto nei successivi due, con annesso pass per le coppe europee, prima l’Euro Cup e poi (dopo il cambio dei criteri di qualificazione) la neonata Conference Cup.
Due ex del Settebello al centro del progetto
Un percorso da favola, costruito dal patron Alberto Vecchi e dalla presidentessa Natalina Spanti, sua moglie, senza salti, con la “politica dei piccoli passi”, come la ama definire Arnaldo Deserti, ex centroboa del Settebello (ha vinto i Mondiali di Shanghai 2011) divenuto poi abile un d.s. alla Pro Recco, il club “cannibale” della pallanuoto italiana: Deserti ha lasciato il Real Madrid delle piscine nel 2020 per rispondere alla chiamata della De Akker, che al suo fiuto si è affidata per entrare nella waterpolo dei grandi.
Appena possibile, Deserti ha affidato la squadra all’ex compagno di nazionale Federico Mistrangelo, ex giocatore formatosi nelle giovanili del Savona sotto la guida del padre Claudio, uno dei guru della pallanuoto giovanile italiana: Mistrangelo, 45 anni, è in carica alla De Akker dal 2021, ma l’estate scorsa, da tecnico federale, ha guidato l’Italia U16 all’Europeo di categoria. E il suo nome è spuntato fuori anche la scorsa estate, quando si parlava di un possibile addio al Settebello del c.t. Sandro Campagna.
Campopiano come Baggio e Signori
Deserti e Mistrangelo hanno impostato il loro lavoro su un’idea chiara: una squadra composta da giocatori con ampi margini di crescita, accompagnata da pochi elementi di esperienza e grande qualità. Tra questi Kristijan Milakovic, 34enne difensore croato che fu compagno di Mistrangelo a Savona, decisivo nella finale di Atene con la Honved con 4 gol. Arrivato nel 2022, Milakovic oggi è il capitano di una De Akker in cui giocano anche l’ex nazionale ungherese Balazs Erdelyi e due americani pescati da Deserti nell’NCAA: il mancino Jakcson Painter e il centroboa Dashiell McFarland, 24enne rivelazione della stagione.
Il grande colpo dell’estate scorsa è stato Eduardo Campopiano, mancino salernitano che a suon di gol si è conquistato, a 29 anni, un posto nel Settebello, venendo convocato da Campagna per la World Cup di aprile: con 67 gol è il miglior marcatore italiano dell’A1. Come nel calcio, con le rinascite di Beppe Signori o Roberto Baggio all’ombra delle Due Torri, anche nella pallanuoto Bologna fa bene ai bomber: pure nella scorsa stagione il top scorer italiano fu della De Akker, Stefano Luongo, ex Pro Recco e Brescia trasferitosi poi in A2, al Piacenza. Due i bolognesi oggi in prima squadra: il 2007 Luka Barovic e il 2009 Gregorio Bardulla, frutto di un settore giovanile che la De Akker punta presto a potenziare. La bandiera della pallanuoto felsinea, Edoardo Cocchi, aveva invece lasciato il club in estate: Deserti ha dedicato a lui il successo di Atene.
La Pro Recco nel mirino?
Dopo la vittoria in Europa, il percorso della De Akker, che si finanzia per lo più con l’aiuto degli sponsor e la gestione della splendida piscina Carmen Longo, imporrebbe a Vecchi e Spanta l’ultimo salto: provare a competere per lo scudetto con la Pro Recco, squadra che ha vinto 18 degli ultimi 19 campionati di A1. Ma per riuscirci, Deserti dovrebbe riuscire a ingaggiare quantomeno un folto gruppo di nazionali italiani – la strategia del Brescia, concorrente principale della Pro Recco – oltre che un paio di stranieri di prima fascia. Troppo anche solo da immaginare per la De Akker in questo momento: meglio godersi la Conference Cup e un finale di stagione che vedrà i bolognesi, attualmente al 7° posto della regular season, tentare di salire ancora una volta sul treno che porta in Europa.
