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Palmeri inchioda tutti: I difetti di Juve, Inter, Napoli e Milan

Su Tmw le lacune di tutte le big

11-09-2019 08:37

Palmeri inchioda tutti: I difetti di Juve, Inter, Napoli e Milan Fonte: Instagram

Campionato delle mie brame quale è la più bella del reame? La serie A si specchia e si trova rughe, difetti e problemi un po’ in tutte le squadre, a partire proprio dalle big che dopo le prime due giornate e in vista della ripresa dopo la sosta sono chiamate a cancellare dubbi e perplessità. Quei difetti che Tancredi Palmeri elenca in tutte le grandi nel suo editoriale su Tmw.

I PROBLEMI – Il giornalista passa al microscopio le grandi e parte dalla Juve, puntando il dito sulla difesa fragile e gli scontenti rumorosi. L’assenza di Chiellini ha messo a nudo la debolezza nel reparto arretrato (contro il Napoli la Juve è andata in barca esattamente in quel tipo di situazioni dove gli era capitato l’anno passato in assenza di Chiellini) e poi c’è l’aspetto strutturale degli scontenti: i Mandzukic e Cuadrado, ma soprattutto i Dybala e gli Emre Can, e l’esclusione Champions ha fatto capire l’aspetto inedito da gestire per la Juve. Discorso diverso per l’Inter che sembra la più completa ma ha un punto interrogativo da sciogliere. Palmeri ricorda che c’è un aspetto che si sta sottovalutando: nelle squadre di Conte, in tutte, un dettaglio decisivo sono stati gli esterni di centrocampo, e all’Inter c’è un problema: “Candreva ci si sta riciclando, bene per ora, ma vediamo; Asamoah difficilmente può reggere tutta la stagione e tutta la fascia; Lazaro è ancora un’incognita; Biraghi deve trasformarsi da terzino a quinto di centrocampo. Non è un dubbio da poco per l’Inter”.

IL GAP – E il Napoli? Ha colpito in negativo la mancanza di intensità totale, che peraltro poi ha portato alla morbidezza in fase difensiva. I 7 gol a Juventus e Fiorentina, sono sembrati più la risultante delle fiammate di qualità: non l’intensa manovra avvolgente di Sarri, e nemmeno il controllo sicuro della partita di Ancelotti “Il che porta anche alla cazzimma da trovare, quella personalità da grande squadra”. Se nella Roma preoccupano un centrocampo senza filtro e l’azzeramento del gruppo storico (“dal centrocampo in su è rimasto solo Dzeko, e nei momenti di difficoltà mancano i punti di riferimento a cui aggrapparsi”) chi sta peggio è il Milan. Per Palmeri 90 minuti di nulla contro l’Udinese; 75 minuti idem contro l’Empoli. I 40 giorni di preparazione tattica di Giampaolo mandati in soffitta alla prima sconfitta, con il cambio immediato da 4-3-1-2 a 4-3-3 per bocca dello stesso mister, che solo dopo la prima prima partita ha realizzato che gli uomini non fossero adatti per quel tipo di modulo: “poche idee ma confuse”.

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