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Palmisano, da dove nasce il contrasto con la FIDAL: l'episodio sintomatico agli Europei di Roma 2024

Non si placano le polemiche dopo lo sfogo di Antonella Palmisano, che ha trovato compatto il mondo della marcia (anche Stano a sostegno). E spunta il precedente del 2024

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Il giorno dopo, se possibile, fa ancora più rumore. Perché lo sfogo di Antonella Palmisano ha svegliato più di una coscienza nel mondo dell’atletica. Quel mondo che ritiene (a torto) che la marcia sia una disciplina minore, come ha dimostrato il post di protesta con la quale la marciatrice pugliese, recentemente argento ai mondiali di Tokyo nella 35 km, ha voluto esternare tutto il suo malumore nei confronti della FIDAL e di chi gestisce i social delle nazionali azzurre. Anche se la FIDAL ha rispedito al mittente le accuse, spiegando di non essere stata messa al corrente di determinate scelte d’immagine da parte degli organizzatori degli Europei del 2026.

Il manifesto ritoccato e la telefonata (gradita) di Abodi

Chi si è stupito della querelle che ha avuto vasta eco nelle scorse ore non sa però da dov’è che cominciano i dissapori tra il mondo della marcia e il resto dell’atletica italiana. La goccia che ha (di nuovo) fatto traboccare il vaso è riferita alla mancata presenza di Palmisano nel fotografie social che l’organizzazione di Birmingham 2026 (che ospiterà appunto i campionati Europei) ha postato, dove ci sono tutte le medaglie italiane ai recenti mondiali di Tokyo ma dove manca appunto quella della marciatrice pugliese.

Fotografie che sono state poi ritoccate, anche su “pressione” della federazione italiana, con la stessa Palmisano che ha ringraziato coloro che l’hanno contattata per chiederle scusa per la grave mancanza. “Tra le telefonate più belle che ho ricevuto, quella del Ministro dello Sport Abodi è stata forse la più significativa e mi ha fatto molto piacere”, ha fatto sapere la marciatrice tramite una stories su Instagram. A riprova del fatto che la vicenda ha assunto connotati che sono andati ben oltre i semplici “panni sporchi” da lavare in casa (cioè nel mondo dell’atletica leggera).

La rabbia di Antonella: “Siamo comunque considerati di B”

Antonella però, in un’intervista alla rivista Ultimo Uomo pubblicata proprio nella giornata di mercoledì 1° ottobre, ha fatto capire di non essere ancora soddisfatta del trattamento che il mondo dell’atletica riserva a lei e alla disciplina della marcia. “C’è stato un cambiamento di recente? Mah, io non me ne sono accorta… per carità, dopo i giochi olimpici di Tokyo qualcosa è cambiato: abbiamo fatto 5 medaglie d’oro, due sono arrivate dalla marcia, è normale essere stati trascinati da quell’ondata, però poi tutti si sono scordati della nostra disciplina e dopo 4 anni io, come accadeva prima di Tokyo, faccio ancora fatica.

Quando il DT La Torre ha fatto il bilancio dei recenti mondiali, le medaglie mie e di Fabbri nel peso se l’è proprio dimenticate, ed è una cosa inaccettabile. Purtroppo la marcia non è presente neppure nel programma di Diamond League: hanno portato i salti in piazza, perché non portare anche la marcia? Non serve vendere biglietti, non serve una pista, basta una strada, possibilmente senza buche, e siamo a posto. La nostra è una disciplina che si può fare a costi bassissimi: scarpe e integratori, non serve altro. Dal 2021 a oggi abbiamo portato in dote 7 medaglie all’atletica italiana, ma tutto viene dimenticato”.

Il precedente: a Roma 2024 la marcia esclusa dal manifesto

La polemica con la federazione italiana, va detto, parte da lontano. E già a Roma 2024, in occasione della presentazione degli Europei, Palmisano si accorse che qualcosa non andava bene: nel manifesto social della manifestazione, realizzato dalla federazione europea (ma rilanciato da quella italiana) mancava ancora una volta l’immagine di Antonella e pure quella di Massimo Stano, che pure erano reduci dagli ori conquistati a Tokyo tre anni prima.

C’erano Jacobs, Tamberi, Gaia Sabbatini e sullo sfondo Larissa Iapichino e Yeman Crippa. Stano ieri ha ripostato quel post, giusto per far sapere a tutti da dove traesse origine lo sfogo della collega (e anche l’amica Maria Perez ha fatto lo stesso). Sul manifesto c’era impressa la scritta “All roads lead to Rome”, cioè “Tutte le strade portano a Roma”. Tutte, meno quelle della marcia.

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