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Panatta spiega perché Sinner ha superato Alcaraz: la confessione su Jannik e la frecciata a Carlos su Ibiza

L'analisi dell'ex campione azzurro di Davis dopo la finale di Montecarlo: ecco cosa ha fatto la differenza tra l'italiano e lo spagnolo (e potrebbe farla anche in futuro).

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

La finale delle finali ha decretato il sorpasso di Jannik Sinner su Carlos Alcaraz. L’asso spagnolo è stato costretto alla resa in quello che doveva essere il suo terreno d’elezione, la terra rossa, da una versione cinica, concreta, imperforabile del rosso di San Candido. L’azzurro ha mostrato un’incredibile rapidità di adattamento dal cemento americano – aveva appena realizzato il Sunshine Double tra Indian Wells e Miami – alla superficie lenta, confermando i progressi fatti intravedere già lo scorso anno, quando appena rientrato dalla sospensione per il caso Clostebol raggiunse la finale prima a Roma e poi a Parigi, sfiorando – soprattutto in questa seconda circostanza – il successo su Carlitos.

Sinner e il trionfo sulla terra rossa a spese di Alcaraz

A Montecarlo, un anno dopo, Sinner ce l’ha fatta a battere lo spagnolo e insieme alla vittoria nel prestigioso Masters 1000 del Principato, il primo sulla terra rossa conquistato dal campione italiano, s’è preso pure la posizione numero 1 nella classifica ATP. Un traguardo importante, forse effimero visto che Alcaraz potrebbe tornare in vetta nel giro di pochi giorni, ma che dimostra una volta di più la capacità di Jannik di sapersi focalizzare sui suoi obiettivi, di riuscire a trovare costantemente il modo di reinventarsi e di pescare dal cilindro soluzioni spiazzanti per i suoi rivali. Una lectio magistralis, l’ennesima.

Anche Panatta a Montecarlo: quella cena con Bertolucci

La vittoria di Sinner su Alcaraz ha impressionato e non poco Adriano Panatta, che a Montecarlo s’è concesso una capatina tra venerdì e sabato. Una cena con l’amico fraterno Paolo Bertolucci, che non ha mancato di “punzecchiarlo” a dovere durante una telecronaca su Sky, quindi la visione dal vivo della semifinale del torneo vinta da Sinner su Zverev in modo netto e perentorio. La finale contro il murciano, invece, Panatta l’ha vista in tv: doveva rientrare a Roma, infatti, per prendere parte alla canonica puntata de “La nuova DS”. Proprio qui ha spiegato in modo circostanziato perché Sinner ha superato lo spagnolo.

Panatta svela il segreto di Jannik e fa a pezzi Alcaraz

Secondo Panatta il segreto di Jannik è uno soltanto: “Entra in campo e ‘te vuole menà’ (detta proprio così, in romanesco, ndr). Non gli basta vincere e lui questa mentalità la allena tutti i giorni”. È nella differenza di attitudine, di comportamento, forse anche di stili di vita che – per Panatta – Jannik è preferibile a Carlitos: “Sinner è un atleta che affronta questo sport in modo monacale, ad Alcaraz invece piace andare a Ibiza e l’ossessione di Jannik non ce l’ha. Il tuffo in piscina di Sinner dopo la vittoria? Quando ho vinto Montecarlo non l’ho fatto perché all’epoca non c’erano le piscine, c’erano solo le marane…”.

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