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Paralimpiadi, ecco gli Azzurri che tenteranno l'impresa

Ventisei gli atleti al via, non ci sono donne.

Le Olimpiadi Invernali sono in chiusura, e PyeongChang si sta preparando ad ospitare la Paralimpiadi che si svolgeranno dal 9 al 18 marzo.

Dopo i buoni risultati della spedizione azzurra, toccherà a 26 Azzurri tenere alto il tricolore in occasione dei giochi riservati agli atleti disabili. L’Italia sarà presente in quattro discipline: para ice hockey, snowboard, sci alpino e sci nordico. Sono in tutto 26 gli atleti convocati, con in testa il portabandiera Florian Planker, hockeista (ed ex sciatore alpino) di 41 anni alla sesta partecipazione ai Giochi paralimpici invernali.

Con lui, altri 16 hockeisti: Gabriele Araudo, Alessandro Andreoni, Eusebiu Antochi, Bruno Balossetti, Gianluca Cavaliere, Valerio Corvino, Cristoph Depaoli, Sandro Kalegaris, Stephan Kafmann, Nils Larch, Gregory Leperdi, Andrea Macrì, Roberto Radice, Gianluigi Rosa, Santino Stillitano, Werner Winkler.

Quattro atleti dello snowboard: Roberto Cavicchi, Jacopo Luchini, Manuel Pozzerle e Paolo Priolo, mentre il gruppo dello sci alpino è composto da Davide Bendotti, Renè De Silvestro e la coppia Giacomo Bertagnolli/Fabrizio Casal.
Un atleta  nello sci nordico: Cristian Toninelli, alla sua prima partecipazione ai Giochi Paralimpici.

Non ci sono donne: “Il fatto che nella spedizione non ci sia neanche una donna è un aspetto per il quale i primi ad essere feriti, intendiamoci, siamo proprio noi –  è il commento di Pancalli, presidente del Comitato Internazionale Paralimpico -. La prima cosa da dire, a riguardo, è che portiamo 27 atleti e 17 di questi fanno parte della nazionale di para-ice hockey. Poi ne abbiamo quattro nello sci alpino, quattro nello snowboard e uno nello sci di fondo. Non parliamo di 40 atleti maschi e zero donne. Parliamo di un gruppo ristretto di 10 atleti, di un movimento che è difficile da far crescere per tanti motivi. Detto che le convocazioni non sono mai una questione che riguarda la politica del movimento, semmai l’ambito più strettamente tecnico, c’era solamente un’atleta che poteva essere convocata (Melania Corradini, argento nel Supergigante a Vancouver 2010, categoria “standing” nda), ma la direzione tecnica ha valutato di non portarla. E il CIP non può che prenderne atto. Questo è accaduto nella consapevolezza che le Paralimpiadi sono il top level dello sport paralimpico e non si possono fare ragionamenti che escono da questa logica. Se la vivo come una sconfitta? Da uomo di sport e da atleta, la vivo sinceramente come una sfida. Alle Paralimpiadi estive, il 50% degli atleti italiani della spedizione di Rio de Janeiro 2016 era donna: pensare di portare un’atleta solo perché femmina quando tecnicamente chi deve decidere non pensa abbia le caratteristiche giuste per affrontare un evento come questo, quando oltretutto non c’è un movimento considerevole alle spalle, è svilente per tutte quelle ragazze che lavorano sodo e duro per raggiungere i propri obiettivi”.

 

SPORTAL.IT | 23-02-2018 11:40

Paralimpiadi, ecco gli Azzurri che tenteranno l'impresa Fonte: 123RF

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