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Allarme Roubaix: i "ladri di pietre" rendono il pavé instabile, Pogacar e van der Poel avranno un nemico in più

A 48 ore dalla Roubaix fanno notizia le parole dell'organizzazione, che denuncia veri e propri furti di pietre nei tratti in pavé. "Così la sicurezza è a forte rischio, aspettiamoci incidenti e cadute"

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Di questi tempi non ci si sorprende più di nulla, neppure di chi va a rubare le “sacre” pietre della Roubaix. Tanto da costringere gli organizzatori a denunciare pubblicamente il “furto” di quelli che per qualche tifoso (o forse sarebbe meglio dire sciacallo) assume le sembianze di un souvenir, ma che in realtà prima la Classica Monumento del Nord della Francia di una parte essenziale del suo essere (appunto) così speciale. Perché portar via pietre dai tratti più iconici di pavé potrebbe anche servire per far colpo su qualche ragazza o per farsi belli con gli amici, mostrandole nel salotto di casa, ma in realtà così facendo si finisce per esporre i corridori a dei rischi pazzeschi proprio a poche ore dalla corsa.

L’accusa degli organizzatori: “Si rischiano incidenti gravi”

ASO, l’ente che organizza la Roubaix (e pure il Tour e la Vuelta, oltre a tante altre gare di valore internazionale), ha raccolto il grido d’allarme dei tanti comitati locali che da anni si prodigano per rendere i tratti in pavé tirati a lucido in vista della classica in programma domenica 11 aprile. Associazioni che durante l’anno hanno cura delle pietre e le tengono in buono stato, fin al punto poi da sguinzagliare le caprette per mangiarne l’erba che nasce tra una pietra e l’altra, e rendere così la strada perfettamente tirata a lucido quando dovranno passare i corridori.

Solo che da qualche giorno ormai in tanti hanno preso d’assalto i tratti più iconici (soprattutto il Carrefour de l’Arbre e la foresta di Arenberg) sottraendo alcune pietre e costringendo l’organizzazione a ricollocarne altre, col rischio però che da qui a domenica il terreno circostante non si assesti bene, e dunque rendendo il tratto insidioso e particolarmente pericoloso.

“Ci troviamo sempre più spesso ad affrontare queste situazioni veramente incomprensibili”, ha spiegato Thierry Gouvenou, responsabile del percorso della Roubaix. “Parliamo di tratti dove il gruppo arriva a toccare anche i 50 chilometri orari, e capite voi quanto può essere pericoloso farlo su un manto instabile. Siamo già rassegnati all’idea che ci saranno cadute in entrambe le gare, sia maschile che femminile, perché si formano buche difficili da schivare, col rischio di incidenti anche gravi”.

Il sistema Gravaa vietato dall’UCI fa arrabbiare la Visma

La paura degli organizzatori, che poi è anche quella di milioni di appassionati, è di dover assistere magari a duelli mutilati per cadute che coinvolgano i big della corsa, cadute causate appunto dalla stupidità dei “ladri del pavé”. Ma le polemiche attorno alla Roubaix nelle ultime ore non si sono limitate a quanto raccontato da ASO in merito ai problemi del fondo stradale.

In casa Visma c’è malumore dopo che l’UCI ha vietato l’utilizzo del sistema Gravaa, un indicatore tecnologico di ultima generazione che permette di controllare la pressione degli pneumatici in corsa. Un sistema che Van Aert e compagni stavano mettendo a punto, pronti a utilizzarlo proprio sulle pietre del Nord della Francia, di fatto “sgonfiando” le ruote sui tratti in pavé per poi “rigonfiarle” nei passaggi asfaltati. E subito nel team olandese è balzata all’occhio la strana coincidenza temporale del divieto. “Per la prima volta, un’innovazione che stavamo per implementare per aumentare la sicurezza viene dichiarata vietata”, spiegano dal team Visma.

Questa è una storia un po’ vaga, anche perché si basa sull’assunto che la decisione è stata presa perché l’azienda Gravaa è fallita, con l’UCI che dubita della redditività commerciale del prodotto. Ma la verità è che il sistema è comunque in commercio, quindi qui si sta cambiando una regola senza alcun preavviso e senza alcuna logica”. I meccanici Visma nelle ultime due settimane avevano predisposto molte ruote col sistema Gravaa, ma ora dovranno modificare i loro piani. E dal team fanno capire che per Van Aert sarà molto più complicato trovare un modo per vincere la Roubaix.

Seixas ipoteca l’Itzulia: la Francia ha trovato un tesoro

In Francia nel fine settimana non correrà, ma francese lo è per davvero e beato chi se lo può tifare “in casa”. Perché Paul Seixas è davvero un fenomeno generazionale: all’Itzulia ha vinto anche la sesta tappa (tre i successi parziali), staccando tutti in salita e aumentando ancora il vantaggio sui rivali, con Lipowitz che è stato l’unico a tenergli le ruote, secondo al traguardo e adesso secondo anche nella generale a oltre due minuti (ha scavalcato il compagno di squadra Roglic al secondo posto, scivolato a 3’40”).

Per la Roubaix ancora è presto, ma non passerà molto prima che anche Seixas la metterà nel mirino.

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