L’anti Pogacar adesso ha un volto e un nome ben definiti: si chiama Paul Seixas, non ha ancora 20 anni (li compirà il 24 settembre), ma ha davanti a sé un avvenire luminoso come pochi altri corridori alla sua età hanno mostrato di poter avere. Un talento puro e sopraffino, perfetto per le corse di un giorno, ma competitivo senza ombra di dubbio anche nelle corse a tappe brevi. Come l’Itzulia, il Giro dei Paesi Baschi, che a un quarto del cammino è stato già ipotecato dal nuovo enfant prodige del ciclismo francese. Che dopo aver dominato la crono d’apertura s’è ripetuto nella prima frazione in linea, mostrando una superiorità lampante su qualsiasi voglia avversario.
- Tanti big, ma il giovane Paul li ha messi tutti in riga
- Sulle Ardenne una nuova sfida con Pogacar (ed Evenepoel)
- Armstrong incorona Pogacar: "Più forte di Merckx"
Tanti big, ma il giovane Paul li ha messi tutti in riga
Se pensate che all’Itzulia quest’anno il parterre fosse di livello infimo, beh, allora sappiate che vi state sbagliando di grosso. C’è ad esempio Isaac Del Toro, vincitore un mese fa della Tirreno-Adriatico. C’è Juan Ayuso, che ha cambiato squadra (ora è alla Lidl Trek) ma ha confermato i tentennamenti degli anni passati, sprofondando ben presto nella pancia del gruppo. E ci sono pure Florian Lipowitz e Primoz Roglic, la coppia Red Bull Bora Hansgrohe che sulla carta sembrerebbe avere la squadra più forte e completa, con lo sloveno che avrà pure 37 anni, ma che i Paesi Baschi in passato li ha domati a più riprese (l’ha vinta due volte, nel 2019 e nel 2021).
Skjelmose, Uijtdebroeks, Johannessen, Vaquelin, Tiberi, Landa, Healy e altri ancora la loro la potrebbero dire in qualunque momento, ma sin qui sono tutti rimasti a guardare. Perché Seixas non ha dato loro modo di muovere un dito: l’ha fatto lui per tutti, muovendo tutte e 5 le dita della mano nelle rampe iniziali del San Miguel de Aralar, la salita che in un modo o nell’altro pare destinata a rivelare una volta per tutte il francesino volante, che corre con la Decathlon CMA CGM Team e che a 19 anni sta raggiungendo risultati che a quell’età in pochi possono dire di aver conseguito, specialmente in questo selvaggio ciclismo moderno.
Sulle Ardenne una nuova sfida con Pogacar (ed Evenepoel)
Quest’anno Seixas aveva già vinto una tappa alla Volta ao Algarve, dopo essersi fatto vedere per la prima volta nello scorso autunno chiudendo alle spalle di Pogacar ed Evenepoel la corsa in linea dei campionati europei (e facendo poi settimo al Lombardia). Ma soprattutto ha chiuso al secondo posto la Strade Bianche, unico a mettere seriamente in difficoltà Pogacar sugli sterrati senesi, prima di bruciare letteralmente Del Toro sulla rampa conclusiva di Santa Caterina, porta d’accesso a piazza del Campo.
Dopo la vittoria totale nella crono d’apertura, nella prima tappa in linea Seixas ha fatto un altro numero da fuoriclasse, rendendo praticamente ogni avversario alla stregua di una comparsa. Ha mostrato una forma straordinaria, staccando tutti in salita e guadagnando anche in discesa, e così facendo ha mandato un messaggio chiaro verso quello che è un altro appuntamento segnato da tempo sul calendario, vale a dire il trittico delle Ardenne che lo vedrà correre due dei tre appuntamenti: la Freccia Vallone di mercoledì 24 aprile e soprattutto la Liegi Bastogne Liegi di domenica 28, quando il rivale principale avrà ancora una volta il volto di Tadej Pogacar (e ci sarà anche Remco Evenepoel).
Armstrong incorona Pogacar: “Più forte di Merckx”
Pogacar di Seixas ha sempre parlato bene, e lo ha fatto anche dopo la vittoria a Siena di un mese fa. Chiaro che alla Liegi i valori in corsa potrebbero portare lo sloveno a fare delle valutazioni differenti: ormai il 19enne del Decathlon non sarà un oggetto misterioso per nessuno, ma piuttosto un degno rivale per la vittoria finale.
Pogacar che nelle ore scorse ha ricevuto un’investitura bella pesante da parte di Lance Armstrong, che non ha avuto dubbio alcuno sul giudicarlo il miglior ciclista di tutti i tempi, più forte anche di Eddy Merckx. “Basta vedere ciò che sta facendo e come lo sta facendo per capire che non c’è confronto che tenga”, ha detto il texano, da sempre ammiratore dell’attuale campione del mondo.
