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Pellizzari choc: "Brucerò ogni ricordo di questo Giro". Vuelta in dubbio, ora deve metabolizzare la delusione

Era l'italiano più atteso, ma una condizione approssimativa lo ha costretto a cedere l'onore delle armi: Giulio Pellizzari deve digerire la delusione, ma guarda già avanti.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Ci sono momenti nella vita in cui è meglio tenere il punto, che cercare di spingersi oltre i propri limiti. Che poi è un po’ quello che ha fatto Giulio Pellizzari: al Giro lo attendevano tutti alla stregua di una sorta di rivale designato di Jonas Vingegaard, ben sapendo che il danese avrebbe comunque puntato a fare corsa a sé (come poi è successo). Ma Giulio mai avrebbe potuto immaginare di fare così tanta fatica: non è stato sorretto dalla migliore condizione, ha pagato dazio a un maledetto virus che lo ha debilitato tra la fine della prima e l’inizio della seconda settimana, poi ha semplicemente puntato a portare a compimento la sua corsa. E una volta finita ha vuotato il sacco, “vomitando” tutto quello che aveva da dire.

L’ammissione di Giulio: “Non voglio ricordi di questo Giro”

Pellizzari è stato caricato di un eccesso di aspettative, e questo è un dato di fatto. La strada lo ha rispedito indietro, lui però a Roma c’è arrivato. Anche se ha ammesso candidamente che, se potesse, cancellerebbe ogni attimo di queste tre settimane appena trascorse. “Per come si erano messe le cose, sono orgoglioso di essere arrivato qui a Roma sano e salvo”, ha commentato il marchigiano. Che nell’ultima settimana ha trovato comunque le forze anche

“Adesso però regalo tutto, perché non voglio aver nessun ricordo di questo Giro. Brucerò tutti i numeri e tutte le maglie. Poi penseremo al prossimo, che è la cosa migliore di tutte da fare”. Un commento fatto col sorriso sulle labbra, ma anche con la consapevolezza che per il marchigiano s’è chiusa una corsa maledetta.

“Sono felice, perché è finita una sofferenza vera. Questa è la gara che mi ha fatto soffrire di più nella mia carriera, e una volta tanto posso dire di essere felice che sia finito il Giro. È stata una sofferenza enorme, ma ho imparato tanto. Spero questa esperienza mi farà crescere molto”.

Vuelta in bilico: Pellizzari sogna il Tour (ma tornerà al Giro)

Pellizzari aveva conquistato la vittoria al Tour of the Alps a fine aprile e si era proposto come un potenziale rivale di Vingegaard, o quantomeno un degno candidato per un posto sul podio. Strada facendo però le cose hanno preso una piega differente: in Bulgaria era stato pimpante, riuscendo anche a stare sulle ruote del danese, poi però il ritorno in Italia gli ha presentato un conto salatissimo, con una condizione fortemente debilitata e la sensazione che le premesse stavolta sarebbero state disattese.

“Adesso arriverà la parte più dura, ovvero metabolizzare quello che è successo. Ma sono contento che sia finita, e iniziamo da subito a lavorare per la prossima sfida”. Le indiscrezioni parlano di un Pellizzari che potrebbe anche saltare la Vuelta, dove pure lo scorso anno fece piuttosto bene (sesto posto e una vittoria di tappa). Nei desideri del marchigiano c’è la voglia di misurarsi al Tour, ma è probabile che tra un anno tornerà al Giro. Più forte e rodato di prima.

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