Fino a poche ora fa era nel toto-nomi di un possibile ritorno in Nazionale da ct ma la notizia dell’imminente rinnovo tra Spalletti e la Juventus ha cambiato tutti gli scenari. La Vecchia Signora fa sul serio, non vuole perdere il tecnico di Certaldo e ha deciso di affidargli le mani del progetto tecnico fino al 2028, a prescindere dalla qualificazione o meno in Champions League al termine di questa stagione. In una intervista a DAZN, il centrocampista statunitense Weston McKennie ha svelato perché Spalletti è la scelta giusta.
- Fiducia totale per Spalletti: vertice decisivo alla Continassa
- Il rapporto con la squadra: fiducia, empatia e mentalità
- I nuovi acquisti della Juve per Spalletti
- McKennie esalta Spalletti: “Il miglior allenatore che ho avuto”
Fiducia totale per Spalletti: vertice decisivo alla Continassa
Era nell’aria da tempo ma mancava solo l’annuncio ufficiale che arriverà entro 24 ore. Luciano Spalletti proseguirà in bianconero per altri due anni. In queste ore, infatti, è previsto un incontro alla Continassa tra la dirigenza juventina e l’allenatore per definire gli ultimi dettagli dell’accordo. Manca solo la fumata bianca per prolungare il contratto in scadenza il 30 giugno.
L’intesa dovrebbe portare Spalletti a firmare fino al 2028, con un ingaggio superiore ai sei milioni di euro netti a stagione. La Juventus avrebbe potuto limitarsi ad attivare la clausola già prevista in caso di quarto posto, ma ha scelto di andare oltre, puntando su una visione più ampia e meno legata al risultato immediato.
Il rapporto con la squadra: fiducia, empatia e mentalità
Lo abbiamo visto nascondersi tra i bambini per cogliere di sorpresa i suoi giocatori nel momenti giovali alla Continassa. Abbiamo visto Spalletti scherzare con Yildiz – come se fosse un figlio – e dulcis in fundo l’incontro con il piccolo tifoso bianconero Alfredo che ha commosso tutti: dal suo arrivo a novembre, Spalletti ha inciso non solo sull’ambiente bianconero ma soprattutto sul gruppo. Era arrivato gelido, guardingo, attento a non commettere passi falsi in avvio fino a costruire un legame ferreo con lo spogliatoio.
L’allenatore è riuscito a creare un rapporto diretto con i giocatori, trasmettendogli fiducia e responsabilità. La squadra ha assimilato la sua idea di calcio e, anche nei momenti più difficili tra campionato e coppe, ha mostrato capacità di reagire alle difficoltà. Un segnale chiaro di quanto l’armonia tra staff e rosa sia oggi uno dei punti di forza del progetto. Tutto ciò ha spinto il club a premere sul rinnovo.
I nuovi acquisti della Juve per Spalletti
La Juventus intende consegnare a Spalletti una rosa più profonda e competitiva, con almeno sei innesti mirati e soprattutto profili capaci di portare personalità e mentalità vincente. La sintonia tra tecnico e società, infatti, non riguarda soltanto il rinnovo ma anche le strategie di mercato per costruire una squadra pronta a lottare per il titolo.
L’obiettivo del club è tornare a essere una squadra temuta in Italia e in Europa, come accadeva stabilmente fino al 2020. Il lungo digiuno di trofei ha convinto la dirigenza a investire su una figura esperta e vincente, ritenuta la guida ideale per rilanciare ambizioni da scudetto.
McKennie esalta Spalletti: “Il miglior allenatore che ho avuto”
Tra i giocatori che più hanno beneficiato della gestione Spalletti c’è Weston McKennie, protagonista di una crescita evidente sotto la nuova guida tecnica rispetto le stagioni precedenti con Thiago Motta e Igor Tudor.
Il centrocampista ha raccontato così il rapporto con il tecnico: “Vado molto d’accordo con lui. Penso che ogni calciatore abbia bisogni diversi, ci sono aspettative diverse su ognuno di noi. Ogni volta che vedo il mister mi dà un senso di sicurezza. Quando ti rimprovera non ti rimprovera mai in maniera cattiva, lo fa sempre per farti migliorare.”
Aggiunge poi McKennie che testimonia su Spalletti: “Ho avuto tante esperienze diverse, alcuni allenatori ti mortificano, mentre Spalletti grazie alla sua personalità ti fa pensare che devi migliorare, attira la tua attenzione ogni volta che ti parla, ha esperienza, è saggio.”
E infine racconta il centrocampista statunitense: “Si concentra molto sul successo di squadra, dice sempre che si può dribblare quattro avversari, far goal ed essere felici, ma se fai un bell’assist le persone felici sono due. Per questo dico che è il miglior allenatore che ho avuto in carriera, lo dicono i numeri e il modo in cui gestisce la squadra lo rende un ottimo allenatore”.
