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Pietro Sighel può invertire il senso di queste Olimpiadi di Milano Cortina e decidere il suo karma

Dopo le squalifiche cerca il riscatto e quella medaglia che meriterebbe dopo aver visto il sogno olimpico assumere i contorni di un autentico incubo

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Non c’è altra eventualità per affrontare la staffetta, se non ritrovare l’orgoglio per l’ultima prova di Pietro Sighel. Il predestinato, figlio e fratello di campioni sui pattini, rimasto invischiato in una concatenazione di eventi a dir poco nefasti e che, senza alcun timore di smentita, hanno segnato la sua Olimpiade. Eppure era partito nel migliore dei modi, con un oro olimpico, conquistato dalla staffetta mista che lo aveva elettrizzato, esaltato al punto di girarsi spalle agli avversari aggiudicandosi già delle critiche. per un gesto alquanto inusuale, provocatorio.

Pietro Sighel, partenza con l’oro e la provocazione di spalle

Milano Cortina aveva un senso speciale, per lui e gli azzurri e le azzurre pur con una innegabile propensione di Pietro a destare attenzione, creare il caso: prima con il caro biglietti, poi con la famigerata intervista in cui negava un rapporto con la compagna di staffetta, Arianna Fontana, la quale vive negli Stati Uniti con il marito ma si allena in Italia. Contenuti che Pietro ha chiarito, a posteriori.

Inizio dell’incubo

Nulla di più devastante negli effetti, perché mentre la sua crescita ha avuto una battuta d’arresto sul piano delle prove individuali, Fontana ha messo talento ed esperienza in pista riuscendo ad aggiudicarsi medaglie e medaglie, falciando il record di Mangiarotti. Sighel ha provato a difendersi in una storia Instagram, piattaforma su cui i detrattori – haters, possiamo dirlo, lo avevano coperto di parole dure: “Non ho mai voluto mancare di rispetto, sebbene le mie parole, così come sono state riportate, potessero suggerire il contrario”, ma gli effetti perversi erano ormai ingestibili anche dopo la smentita.

La combo di affermazioni poco gentili nei riguardi di Arianna (la quale aveva prudentemente evitato di leggere siti e giornali, prima della sua gara) e l’arrivo al traguardo di spalle hanno alimentato l’immagine di un Sighel arrogante, quasi prepotente. le squalifiche hanno reso le Olimpiadi un vero e proprio incubo, come per chiunque altro.

ANSA

Sighel

Le squalifiche e la protesta

Doppio colpo: nei 1000 metri con una decisione molto opinabile e nei 1500. Una volta sarebbe già bastata, ma il sabato si corrono i 1500, l’azzurro cade nel quarto di finale, trascinato giù ma il verdetto è eliminato e non avanzato, perché nel mentre chiunque ha studiato per capire il senso di questa situazione. Equivale a due squalifiche, perché eliminato e non avanzato?

Nella semifinale dei 500 metri, Pietro viene “lanciato” contro il materasso che circondata la pista dal canadese Laoun, che di fatto gli preclude di gareggiare: il giudice, l’ungherese Balazs Kover, opta per il concorso di colpa, e Sighel fuori. Diserta la finalina e rilascia dichiarazioni eloquenti.

L’intervento della Federghiaccio

La Federghiaccio gli mostra subito la sua vicinanza, condannando le scelte del giudice e presentando un esposto alla Federazione Internazionale, come annunciato da Andrea Gios.

La magia può ripresentarsi, non è svanita. Sarebbe compensatorio per Pietro che, quando fa Sighel potrebbe risultare eccessivo, ma vanta un talento evidente che avrebbe meritato maggiore luce. Stasera il Forum di Assago è pure per lui, dalla sua parte.

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