Il Milan affonda contro l’Udinese e si ritrova nel pieno di un vero psicodramma sportivo. San Siro fischia, la squadra si smarrisce e il caso Rafael Leao esplode definitivamente e anche in maniera piuttosto fragorosa. A prendere posizione è Adrien Rabiot, che difende il compagno nel momento più difficile. Tra rendimento deludente e tensione con i tifosi, il clima è incandescente. E sullo sfondo restano i dubbi di Massimiliano Allegri per il finale di stagione con il piazzamento Champions tornato nuovamente in bilico.
- Fischi e rottura: San Siro contro Leao
- Lo sfogo di Rabiot: “Dobbiamo aiutarlo”
- Una squadra in crisi tra errori e stanchezza
- Allegri e il futuro: Leao titolare o no?
Fischi e rottura: San Siro contro Leao
La partita contro l’Udinese segna un punto di non ritorno nel rapporto tra Leao e il pubblico. I fischi arrivano già nel primo tempo e diventano assordanti al 45’, coinvolgendo tutta la squadra. Ma è il numero 10 il bersaglio principale, tra atteggiamenti giudicati “indolenti” e giocate poco incisive. Emblematico un episodio: invece di attaccare la profondità, Leao rallenta l’azione scatenando la rabbia dello stadio. San Siro, di fatto, “emette il verdetto”: la pazienza è finita e la frattura appare sempre più profonda.
Lo sfogo di Rabiot: “Dobbiamo aiutarlo”
Nel post-partita è Rabiot a esporsi, prendendo le difese del compagno. “Posso capire i fischi… ma quelli a Leao sono stati brutti“, afferma con chiarezza il centrocampista ex Juve. Il francese insiste sul concetto di gruppo: “Lo dobbiamo aiutare, supportare… siamo tutti insieme fino alla fine“. Parole che suonano come un richiamo all’unità in un momento di evidente difficoltà peraltro generale. Un intervento non scontato, che mette ulteriormente in risalto le fragilità del giocatore e lo stato d’animo della rosa rossonera.
Una squadra in crisi tra errori e stanchezza
Rabiot non cerca alibi e allarga il discorso a tutta la squadra. “Siamo stati disordinati… abbiamo preso due gol e siamo andati in giro per il campo“, ammette il centrocampista. Il problema, secondo il francese, è anche mentale oltre che fisico. “Abbiamo sbagliato tutti e io per primo sono stato poco lucido“, aggiunge con onestà. Il Milan crea, ma non concretizza: un limite che sta pesando enormemente sul rendimento. E che chiama in causa tutto il reparto attaccanti, già fortemente contestato.
Allegri e il futuro: Leao titolare o no?
Il caso Leao diventa ora una questione tecnica oltre che ambientale. Allegri è chiamato a scegliere: insistere sul talento del portoghese o cambiare rotta. L’ipotesi panchina è concreta, con alternative come Pulisic e altri attaccanti pronti. Intanto cresce anche il tema mercato, con il Milan che non lo considera più incedibile. Insomma, se arrivasse una buona offerta il Diavolo potrebbe potenziare l’organico con calciatori più funzionali al sistema tattico attuale (priorità assoluta il centravanti). Tra Nazionale e club, per Leao si apre l’estate più delicata della carriera.
