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Pogacar, la rivelazione del meccanico sulla Milano Sanremo e l'ultima "follia": vincere tutte e 5 le Monumento

Emergono nuovi particolari sull'impresa dello sloveno: in discesa ha rischiato grosso, perché la forcella posteriore era rotta. Ma lui ora pensa solo a vincere le classiche.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Quel che ha fatto Pogacar alla Sanremo è un unicum destinato a rimanere tale nella storia della Classicissima di Primavera, ma ogni giorno che passa emergono nuovi dettagli sulla rimonta roboante del campione del mondo. Che caduto ai piedi della Cipressa ha saputo recuperare i 45 secondi accumulati dal gruppo dei migliori, per poi fare selezione sulla penultima ascesa di giornata e proseguire il forcing anche sul Poggio, dove s’è tolto di ruota il pericolassimo Mathieu van der Poel portandosi all’arrivo solo Tom Pidcock, poi battuto con una volata di astuzia e intelligenza.

La forcella rotta e quelle discese a rotta di collo

Pogacar ha fatto tutto questo non soltanto con i postumi della botta rimediata a 30 chilometri dall’arrivo, ma pure con una… forcella posteriore della bicicletta rotta. “Per fortuna non si è spezzata, ma c’è mancato veramente poco”, ha spiegato il meccanico di fiducia dello sloveno, Bostjan Kavcnik.

“Il telaio si è rotto durante la caduta e il disco del freno ha sfregato contro la superficie frenate. Non so se Tadej si sia realmente accorto di quello che è successo: aver fatto le due discese di Cipressa e Poggio a quella velocità è già di per sé una cosa da pazzi, averlo fatto con la bici ridotta in quelle condizioni lo è stato ancora di più. Insomma, persino Pidcock ha faticato a tenergli le ruote, lui che peraltro in discesa è veramente un ottimo corridore perché viene dalla mountain bike”.

Difficile dire se Pogacar sapesse che le condizioni del suo mezzo fossero così malmesse, ma resta la sensazione di un rischio non calcolato che avrebbe potuto riscrivere la storia della Sanremo, e forse non soltanto della corsa ligure.

Mirino sulle classiche del Nord: Tadej sogna le 5 Monumento

Perché il mirino adesso è spostato già sulle classiche del Nord, che di fatto cominceranno nel fine settimana con l’E3 Saxo Classic di venerdì dove chiaramente l’uomo da battere sarà di nuovo Mathieu van der Poel (occhio però a Pedersen e Van Aert).

Domenica poi c’è quella che una volta si chiamava Gand-Wevelgem ed era di uso e consumo esclusivo dei velocisti, ma che oggi è diventata una corsa dura, con qualche bel muro e la voglia di emergere come una classica alternativa (ha cambiato anche nome: si chiama In Flanders Fields).

Una corsa alla quale Pogacar non parteciperà, con vivo disappunto degli organizzatori che pure hanno provato a prenderla con filosofia: “Ci spiace che il campione del mondo abbia deciso di snobbare la nostra corsa, ma almeno non sapremo prima di partire chi è che vincerà la corsa”.

Una frecciata e un complimento nella stessa frase, ma nella testa di Tadej c’è spazio solo per Fiandre, Roubaix e Liegi: una tripletta lo consegnerebbe alla storia, perché mai nessuno ha vinto tutte e tre le Monumento del Nord nello stesso anno (senza la caduta nella Roubaix dell’anno passato, chissà come sarebbe potuta andare a finire). Non ci sono riusciti neppure Merckx e De Vlaeminck: potrebbe farcela Pogacar, che per come si è presentato dopo il lungo inverno s’è mostrato famelico come non mai. E (forse) anche un pizzico un più incosciente del solito.

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