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Pogacar omaggia Evenepoel: "Il sorpasso? Deluso, ma lui a crono è un fenomeno. Rimpianto è il bronzo mancato"

L'immagine di Evenepoel che sorpassa Pogacar a cronometro (partito 150 secondi prima) ha fatto il giro del mondo. "Bravo Remco, ma spero che domenica sia al 99% e non al 100%...".

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Quel sorpasso subito a poco più di due chilometri dal traguardo è stato peggio di una coltellata. “Una cosa dura da mandare giù, ma Remco a cronometro va fortissimo e non ho molto da rimproverarmi”, ammette Tadej Pogacar. Che a mente fretta ha analizzato la prova iridata contro il tempo, una delle poche che l’ha visto uscire battuto in mezzo a tante gare nelle quali ha sempre e solo fatto la lepre, e mai il cacciatore. Con la voglia di rimettersi subito a pedalare forte e provare a prendersi la rivincita nella prova in linea di domenica prossima quella per la quale si sta preparando da settimane.

Il vero rimpianto: “Se sapevo che mi stavo giocando il podio…”

Quel sorpasso, però, è destinato a diventare un’altra cartolina che racconta le poche sconfitte patite in carriera dallo sloveno. Un po’ come il famoso spot di Eurosport che ricordava la crisi patita al Tour 2023, con quell’audio “I’m gone, I’m dead” pronunciato in radio all’ammiraglia che per stessa ammissione di Tadej “era diventato ossessivo da vedere”, come ha affermato l’estate scorsa quando sulla stessa salita (il Col de la Loze) s’è preso la vittoria e ha messo un’ipoteca sulla conquista del suo quarto Tour.

“L’unica cosa che voglio augurarmi è che Evenepoel domenica scorsa fosse al 100% e domenica prossima sarà al 99%, così magari avrò più possibilità di batterlo nella prova in linea”. La cronometro peraltro ha lasciato anche un ulteriore amaro in bocca allo sloveno, finito giù dal podio per un secondo e mezzo. “Ammetto che se avessi saputo che mi stavo giocando il bronzo sul filo dei centesimi mi sarei impegnato un po’ di più nell’ultimo chilometro. Purtroppo ho pensato di essere in vantaggio e non ho fatto gli ultimi 1000 metri a tutta, e alla fine ho pagato quel rallentamento con la medaglia”. Che gli ha tolto Ian Van Wilder, compagno di nazionale di Evenepoel.

La ragione della crono più lenta: i test specifici saltati per malattia

Pogacar non l’ha ammesso a caldo, anche per non voler accampare alibi, ma è risaputo che il malessere avuto dopo il Tour de France gli ha precluso la possibilità di fare allenamenti specifici a cronometro che, visto come sono andate le cose, certo gli sarebbero tornati assai utili.

“Ammetto che quella fatta a Kigali non è stata la ma prestazione migliore, ma visto come sono andate le cose prima del Canada, quando non ho potuto finire il mio blocco di allenamenti sulla bici da crono, posso essere soddisfatto e non vedo l’ora che arrivi domenica, perché sono focalizzato sulla prova su strada.

Se avessi voluto essere competitivo a cronometro non sarei dovuto andare in Canada, ma ho accettato di ridurre gli allenamenti specifici, provando comunque a giocarmela. Ora spero di poter fare bene nella prova in linea: se ho scelto di andare in Canada è stato proprio per tale ragione e penso che, in vista di quella gara, sia stata una buona decisione”.

Domenica è un altro giorno: “Sono venuto a Kigali per questo”

La sfida con Evenepoel sarà doppia, anche se stavolta i favori del pronostico penderanno dalla parte dello sloveno. Che ha però voluto applaudire l’impresa del rivale, oro nella cronometro iridata per il terzo anno di fila. “Ma Remco è un fuoriclasse nelle corse contro il tempo.

Ovviamente sono deluso che mi abbia ripreso, ma è stato velocissimo per tutta la durata della crono ed è incredibile quanto sia forte in questa specialità. Tanto di cappello a lui, ha fatto una grande corsa. Io potevo fare meglio e sicuramente l’aver mancato il podio per così poco è stato fonte di delusione, ma non sapevo di essere sul filo dei centesimi e nel finale ho un po’ mollato.

Ormai comunque mi sono lasciato tutto alle spalle: ho sofferto, ma so che tutto quel lavoro non sarà stato fatto vanamente se domenica prossima tutto andrà come deve andare”. Anche se avrà tutti contro, non solo Evenepoel: insomma, una normale giornata in ufficio per il cannibale dei giorni nostri.

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