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Pogacar spiazza tutti, la proposta per il Giro d'Italia: "Perché non farlo a fine agosto e la Vuelta a maggio?"

Dalle Canarie, Pogacar lancia una proposta destinata a far discutere: "Invertire le date di Giro e Vuelta, così ne beneficiano entrambe". Ma è davvero possibile arrivare a questo?

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Cambiare le date di Giro e Vuelta è realmente possibile? Non se l’era chiesto mai nessuno a certe latitudini, ma quando lo spunto di riflessione arriva da Tadej Pogacar è giusto chiedersi se questa possa essere davvero una cosa da scartare o rigettare a priori. Perché il campione sloveno oggi come oggi è la massima espressione del ciclismo internazionale, e se arriva ad affermare una cosa simile è perché ha ben compreso i vantaggi che potrebbero scaturire dallo scambio di posizioni dei due grandi giri all’interno della programmazione annuale.

Clima, parterre e che altro: le ragioni spiegate da Pogacar

Le ragioni che hanno portato Pogacar a suggerire un’inversione tra i due GT risiedono unicamente nelle condizioni climatiche che ospitano le rispettive corse. “Credo che portare la Vuelta a maggio e posticipare il Giro a fine agosto sia una soluzione che andrebbe incontro alle esigenze di tutti”, ha commentato a margine della Gran Fondo Pico de la Nieves, manifestazione che in questi giorni si sta disputando alle Canarie.

“Non lo so come mai nessuno c’abbia mai pensato prima, ma da sempre ho immaginato che un’inversione di date tra Giro e Vuelta finirebbe per portare benefici a entrambe le corse. Intanto in termini climatici: a maggio in Italia non è sempre bel tempo e alcune tappe di montagna rischiano di dover fare i conti con situazioni al limite, portando anche alla cancellazione di alcuni salite.

In Spagna al contrario a fine agosto fa molto caldo, le temperature sono veramente torride e chiedere a un corridore di gareggiare dopo aver già dovuto fare i conti con il caldo al Tour non è per nulla semplice. Ecco, diciamo che oggi come oggi un’accoppiata Tour-Vuelta risulta molto più complicata di una tra Giro e Tour, e il clima in qualche modo contribuisce a tutto questo”.

Una volta la Vuelta era ad aprile, poi la svolta a fine agosto

Pogacar alla Vuelta c’è andato soltanto nel 2019, chiudendo sul podio e rivelandosi al mondo del ciclismo che conta (un anno dopo sarebbe arrivata la prima vittoria al Tour, battendo Roglic in rimonta nell’ultima cronoscalata). In tanti invocano che corra sulle strade spagnole inseguendo la cosiddetta “tripla corona”, avendo già vinto il Tour (4 volte) e il una volta il Giro, e pertanto la considerazione legata alla programmazione stagionale non era campata per aria.

Peraltro la Vuelta ha già cambiato periodo nel corso della sua storia: fino alla metà degli anni ’90 si correva ad aprile, pochi giorni prima del Giro, e quindi obbligava i corridori a scegliere l’una o l’altra corsa. Da quando è stata collocata a fine agosto ha visto però aumentare sensibilmente il livello di competitività, perché chi ha fatto male al Giro o non è andato al Tour o s’è visto costretto ad abbandonarlo presto finisce spesso per promuoverla a corsa “di riparazione”. Certo le ragioni di Pogacar hanno una loro valenza, ma chi accetterà una simile rivoluzione nel calendario?

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