Virgilio Sport

Portogallo-Croazia: Modric in lacrime: "Tutte le decisioni contro di noi, proteggono solo gli altri, il Var dannoso". Sucic sarà il suo erede

Il play affranto per l'eliminazione: accuse alla terna arbitrale e tanta rabbia ma svicola sul suo futuro, delusione enorme anche per il giocatore dell'Inter

7 min di lettura

Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Non voleva che finisse così. Con un gol annullato al 104′ e una montagna di dubbi. Per la sua last dance Luka Modric immaginava tutt’altro ma il finale thrilling di Portogallo-Croazia gli ha rovinato quella che doveva essere una festa d’addio. Il play non conferma che lascerà il calcio, troppa l’amarezza per un epilogo clamoroso. In campo, dopo la partita, non c’è stato nessun saluto particolare. Insieme a tutti i giocatori e all’allenatore, ha salutato i tifosi e via. Ci sarà tempo e modo per dire addio.

La rabbia di Modric

A fine gara aveva gli occhi pieni di lacrime, Modric. Proprio come Petar Sučić e Mateo Kovačić piangevano in campo, lui non era da meno e in sala stampa, dopo aver dribblato le domande sul futuro (“Non è il momento di parlarne ora. Lo scoprirete presto”) analizza la gara: “Possiamo analizzare la partita in due parti: nel primo tempo non eravamo al nostro livello migliore, eravamo piuttosto chiusi in noi stessi, ma nel secondo tempo abbiamo giocato una partita fenomenale. È stata una delle nostre migliori partite, avremmo potuto chiuderla facilmente prima, ma non ci siamo riusciti. Abbiamo sbagliato, e poi sono successe cose incredibili. Quel che è successo, è successo.

È difficile dire cosa sia stato intelligente dopo la partita, non voglio dire niente di sbagliato. Possiamo essere orgogliosi di come abbiamo giocato nel secondo tempo, meritavamo di più, ma semplicemente il calcio è così”. Arriva la domanda sulla spiegazione fornita dall’arbitro in merito alla controversa decisione di annullare il gol che ha fissato il risultato sul 2-2: “Dice che Matanović ha toccato il pallone, ma abbiamo visto le immagini e non c’è alcuna prova che l’abbia toccato“. Suggestivo l’incontro con Ronaldo: “Cosa mi ha detto Ronaldo? Niente, abbiamo avuto una conversazione normale, niente di speciale”.

La delusione per la Croazia

È una grande delusione per la Croazia: “Sì, meritavamo molto di più. Alcune cose non sono andate per il verso giusto. Quel rigore… Se fosse successo il contrario, il VAR non sarebbe mai intervenuto. All’inizio, quando è stato introdotto, ho detto che non mi piaceva il VAR. Poi, col tempo, si è rivelato utile per alcune cose, ma viene usato in modo scorretto o selettivo, o a seconda della grandezza della squadra. Il VAR dovrebbe intervenire solo se si tratta di un errore al 200%, ma se non lo è, se è in una zona grigia, non c’è niente da fare. Non ha senso chiamare il VAR. Questo non era rigore. Entrambe le squadre stavano respingendo, spingendo, Vlašić non ha tirato, ha trattenuto e sono caduti entrambi. Ecco perché non si può giudicare un rigore in quel modo in una partita come questa. Ecco perché dico che deve essere usato solo se l’errore è al 200%. Se si può trattare una cosa in un modo o nell’altro, non c’è niente da fare. Questo mi dà fastidio e va sempre a nostro discapito.

Che importa, andiamo avanti, non ci lamenteremo, ma certo alcune cose mi danno fastidio perché il destino decide, decide l’umore per tutto ciò che fai, ciò a cui rinunci, ti fai a pezzi, lotti. Ci sono giovani giocatori che vengono qui e poi tu fai loro una cosa del genere… La colpa è tua e va sempre a nostro discapito. Non ne parlerò più, possiamo essere orgogliosi di come abbiamo giocato, di come abbiamo lottato, di come abbiamo rappresentato la Croazia, soprattutto nel secondo tempo. Questa è la Croazia che tutti conoscono, il motivo per cui siamo così rispettati e amati nel mondo. Niente, andiamo avanti, ora ripartiamo e basta. Quando si perde, soprattutto nelle grandi competizioni, è difficile da accettare perché siamo consapevoli di quanto sostegno abbiamo, di quante persone ci seguono e ci amano, quando si perde è dura. Ci si sente come se si potesse aver deluso le persone che fanno il tifo per noi, così come loro ci sostengono. A volte non è facile trattenere le emozioni”.

Di poche parole Baturina che ha parlato di Modric (“Per noi è tutto, è il capitano e il miglior giocatore. È stato il migliore in questa partita, non so se deciderà se continuare a giocare o meno, ma potrebbe farlo senza problemi perché è stato il migliore in campo”) ed anche Petar Sučić ha avuto difficoltà a trovare le parole: “Mi sento vuoto, ma orgoglioso della squadra, di come abbiamo giocato, soprattutto nel secondo tempo. Meritavamo molto di più, almeno i tempi supplementari alla fine, perché abbiamo giocato davvero bene e abbiamo avuto molte occasioni. Il portiere ha difeso bene, ci hanno annullato tre gol, vorrei che qualcuno mi spiegasse alcune decisioni dell’arbitro. Ci sono state troppe situazioni discutibili che ci sono andate contro. Alla fine, dobbiamo congratularci con il Portogallo per essere passato il turno. Abbiamo giocato come ci eravamo preparati, accettando che ci sarebbero stati momenti in cui avremmo dominato, ma anche momenti in cui avrebbero dominato loro. Ci meritavamo di più”.

Il conforto di Ronaldo a Sucic

Ha pianto dopo la partita, Cristiano Ronaldo gli si è avvicinato e gli ha parlato: “Onestamente, ero molto scosso, ma lui mi ha detto che questo è il calcio, che ci saranno momenti difficili nel calcio, ma che io sono bravo, di continuare e che le cose andranno meglio in futuro. Abbiamo dimostrato di poter affrontare le squadre più forti, perché credo che il Portogallo sia tra i favoriti. Non pensavamo che fossero superiori a noi, abbiamo giocato con coraggio e grinta, e alla fine siamo stati superiori. Soprattutto nell’ultima mezz’ora abbiamo dato il massimo. Abbiamo segnato molti gol, ma quando te ne annullano tre, significa che la fortuna non è dalla tua parte. Sul gol allo scadere l’arbitro ha detto che Matanović ha giocato con la palla, che il sensore nella palla ha mostrato che, non so cosa dire, è difficile da spiegare, qualcuno avrebbe dovuto spiegarcelo, secondo me Matanović non ha toccato la palla ed era un gol regolare. Forse avrei dovuto guardare meglio, più volte. Penso anche che il mio gol avrebbe dovuto essere analizzato meglio per vedere se era fuorigioco.

Sarà questa la fine dell’esperienza di Modrić in nazionale? Non conosco la risposta, non ne abbiamo parlato, volevamo vincere la Coppa del Mondo, non abbiamo parlato di cosa sarebbe successo dopo. Lui è il leader, il capitano, il miglior giocatore di sempre, qualunque decisione prenda, la rispetteremo. Io il nuovo leader della Croazia, dopo Modric? Non mi piace parlare di me. Ho una buona personalità e mentalità, ovviamente, sarà l’allenatore a decidere chi sarà il titolare. Abbiamo giocatori più esperti che sono più avanti di me. Abbiamo molti leader in squadra, ci sosteniamo a vicenda. Luka è un leader, ma silenzioso, si esprime soprattutto con la palla in campo. Chiunque può essere un leader”.

Leggi anche:

Gioielleria Delfino

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...