Gianluca Prestianni rivolse insulti omofobi (e non razzisti) a Vinicius: questa la conclusione a cui è giunta l’Uefa sul caso che ha acceso Benfica-Real Madrid di Champions League e sollevato poi una marea di polemiche. Il centrocampista argentino ha ricevuto una squalifica di 6 giornate, 3 delle quali sospese però soggette a una sospensione di due anni.
- Insulto a Vinicius, Prestianni colpevole
- La squalifica comminata dall’Uefa
- L’auto-accusa (involontaria) di Prestianni
- Il comunicato del Benfica
Insulto a Vinicius, Prestianni colpevole
Il caso Prestianni è ufficialmente concluso: il centrocampista argentino del Benfica, accusato da Vinicius di avergli rivolto degli insulti razzisti durante la partita di andata dei playoff di Champions League tra il team lusitano e il Real Madrid, è stato riconosciuto colpevole e punito dall’Uefa, anche se con motivazioni diverse dall’accusa a lui rivolta dall’avversario. Prestianni, infatti, è stato punito per omofobia e non razzismo.
La squalifica comminata dall’Uefa
Così si legge nel provvedimento del Cebd, il Control Ethics and Disciplinary Body dell’Uefa, che oggi ha emesso la sentenza nei confronti di Prestianni. L’argentino è stato punito con 6 giornate di squalifica da scontare in gare internazionali a livello di club o di nazionale “per condotta discriminatoria (ovvero omofoba)”, si legge nella nota.
Prestianni ha già scontato un turno di stop nella gara di ritorno contro il Real – venne sospeso a titolo precauzionale – mentre 3 giornate sono soggette a sospensione con un periodo di prova di due anni. In sostanza Prestianni salterà altri 2 incontri a livello internazionale, ma in caso di comportamento recidivo nei prossimi due anni verrà automaticamente squalificato per 3 giornate, pari alla pena attualmente sospesa.
L’auto-accusa (involontaria) di Prestianni
La precisazione circa la tipologia di condotta discriminatoria – omofobia e non razzismo – è stata probabilmente ritenuta necessaria per poter arrivare a una condanna di Prestianni. Dopo la gara, infatti, l’argentino negò di aver rivolto un insulto razzista a Vinicius (“mono”, scimmia in spagnolo, l’offesa pronunciata secondo il brasiliano), e provò goffamente a giustificarsi affermando di aver chiamato l’avversario “maricon”, ovvero “fro…o”: come se l’insulto omofobo fosse meno grave di quello a sfondo razziale. Un grave errore per Prestianni, dato che l’Uefa condanna allo stesso modo ogni tipo di discriminazione.
Con le sue dichiarazioni Prestianni ha di fatto ammesso la propria colpa e permesso quindi alla Uefa di punirlo: durante la lite tra i due giocatori, infatti, l’insulto era sfuggito sia all’arbitro Francois Letexier che alla tv, anche perché l’argentino si era coperto la bocca con la maglia mentre parlava a Vinicius.
Il comunicato del Benfica
Il Benfica, che con José Mourinho aveva difeso a spada tratta Prestianni, ha annunciato la squalifica del suo giocatore con uno stringato comunicato, senza aggiungere commenti. Si attendono ora quelli del Real Madrid e di Vinicius: conoscendo il carattere e la vis polemica del brasiliano siamo certi che la sua chiosa sulla vicenda non tarderà ad arrivare.
