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Razzismo, caso Dossena-Davis: il bomber parlava solo in inglese, Saccani fa chiarezza e anticipa come finirà

L'episodio di razzismo in Cagliari-Udinese confonde l'arbitro Dionisi che sospende la gara ma in realtà l'offesa è pervenuta da un altro giocatore e non dal pubblico

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Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sulle interviste ai grandi protagonisti

Ancora un episodio di razzismo sui campi di calcio e ancora polemiche. Nei minuti finali del match Cagliari-Udinese succede l’impossibile. L’attaccante Keinan Davis dei bianconeri scatena il caos e segnala all’arbitro Dionisi di essere stato vittima di insulti razzisti. Inizialmente ammonito per veemenza durante la protesta, il direttore di gara ha poi revocato il cartellino giallo al bomber dell’Udinese una volta aver compresa la gravità di quanto accaduto e la denuncia del giocatore. A fare luce sull’accaduto è il moviolista di 90esimo minuto su Rai2, Massimiliano Saccani, che spiega come finirà il caso.

Il post di Davis e le accuse di razzismo

Dopo la gara Cagliari-Udinese, lo scontro tra giocatori si è protratto anche sui social. Scrive Davis in un post: “Questo codardo razzista mi ha dato della scimmia durante la partita. Spero che la Serie A faccia qualcosa, vedremo quello che accadrà.”

Alberto Dossena replica: “Essere accusato di razzismo mi rattrista e ferisce. E’ un’accusa molto pesante, mai mi passerebbe per la testa di rivolgermi ad un’altra persona, un collega con un insulto di quel tipo. E’ la prima volta che mi capita una situazione del genere nella quale mi devo da un’accusa infamante. Un comportamento del genere è quanto di più lontano dalla mia cultura ed educazione.”

Anche Nicolò Zaniolo si aggiunge alla discussione: “Il collega (se tale si può chiamare) che oggi si è permesso di insultare i miei figli, e il mio compagno per il suo colore della pelle, dovrebbe vergognarsi e non calcare più i campi da calcio!”

La spiegazione del moviolista Saccani

Nel corso della diretta di 90esimo minuto su Rai 2, chiarisce Alberto Rimedio che spiega l’episodio di razzismo in Cagliari-Udinese: “Ci siamo informati, Davis parla soltanto inglese. Può darsi che, in quel momento di confusione, l’arbitro Dionisi abbia capito male e possa essere stato tratto in inganno dal fatto che l’offesa di razzismo non sia provenuta dal pubblico sugli spalti bensì da un altro calciatore in campo.”

Spiega il moviolista di 90esimo minuto, l’ex arbitro Massimiliano Saccani: “L’arbitro Dionisi ha chiesto quindi di attuare il protocollo per fermare la partita ma in questo caso non serviva perché non era un’offesa del pubblico bensì una presunta offesa di un calciatore avversario. Il gioco resta fermo, si entra in confusione e finalmente poi il gioco prosegue. Se c’è stata un’offesa da parte del giocatore del Cagliari non è stata colta da nessuno, neanche dal VAR che avrebbe avuto la possibilità di verificare e leggere il labiale per poi suggerire all’arbitro il provvedimento disciplinare con espulsione ed eventuale squalifica fino a 10 giornate”.

L’episodio di Cagliari-Udinese ricorda il caso Acerbi-Juan Jesus

Ed infine aggiunge Saccani che spiega e ricorda un episodio passato: “Questa possibilità di rivedere le immagini e leggere il labiale è stata data al VAR grazie ad un aggiornamento del protocollo UEFA nato dopo il caso di razzismo Vinicius-Prestianni. L’episodio di Cagliari-Udinese è un caso molto simile a quello di Acerbi-Juan Jesus in Inter-Napoli, il caso passa in mano al giudice sportivo e Procura Federale per la prova oggettiva. Ma serviranno prove più che testimoni, perché altrimenti resta la parola di uno contro quella di un altro”.

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