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Razzismo: mamma offende con insulti irripetibili bimbo di 10 anni

Il piccolo sarebbe stato insultato con una frase a sfondo razzista che ha indignato la società brianzola. Da qui la lettera e iniziative anti razzismo

Nell’esplosione del caso Balotelli, ultimo ma non ultimo di una sequenza ininterrotta di gravi segnali di inciviltà e di crescente cultura dell’intolleranza, questa storia che arriva dai campi di calcio rischiava di rimanere risucchiata nella mole di notizie non emerse. Invece l’Aurora Calcio Desio, pubblicando sulla propria pagina facebook, questa lettera aperta ha destato un interrogativo su quanto fosse penetrante e pericolosa la prossimità – nel quotidiano – con questi atti vergognosi di razzismo.

Un atto di violenta pura, stigmatizzato anche dalla mamma del piccolo giocatore che ha chiuso la vicenda in maniera esemplare, come spiega al Corriere della Sera. “L’ha presa bene, non sembra che quell’insulto lo abbia turbato più di tanto, ma stiamo comunque molto attenti: situazioni come questa possono lasciare scorie pericolose nel tempo”.

La madre della giovane vittima ha accettato di raccontare l’accaduto e le ore successive a quella partita. “Io sono italiana, mio marito è africano, siamo sposati da 14 anni, abbiamo tre maschietti e poi c’è l’ultima arrivata in famiglia, la più piccola, una bambina di quattro anni. I tre ragazzi giocano tutti nell’Aurora da alcuni anni e si trovano molto bene”.

La società aveva reso subito noto l’episodio, censurandolo acremente e pubblicando una lettera aperta su facebook:

“Al Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora
All’Assessore Regionale allo Sport Martina Cambiaghi
Al Sindaco con delega allo Sport del Comune di Sovico Barbara Magni
Ai media locali e nazionali
Alla Lnd – Figc
Alla Società Sovicese calcio

Razzismo nei confronti di un bambino di 10 anni in Brianza: noi non ci stiamo!

“Negro di merda”. Proprio così. Senza se e senza ma. Senza senso. Senza pudore. Senza cervello.
Nel mirino: un bambino di 10 anni. Dieci.
Non è un incubo. E’ realtà, tristissima. Andata in scena sabato pomeriggio in Brianza.
Attrice protagonista, da “oscar dell’inciviltà”, una mamma.
La partita è Aurora Desio – Sovicese, Pulcini 2009. Una semplice partita di calcio giovanile, che dovrebbe essere solo momento di amicizia, condivisione, fair play, come l’Aurora ripete e promuove concretamente da anni, con una serie di iniziative: su tutte, le proprie maglie arancioblu da gioco, 300, con la scritta #SquadraAntiBulli sul petto.

E invece, la partita, senza motivo, si scalda. Ma il peggio arriva quando un piccolo giocatore dell’Aurora, di colore, si sente insultare con quella frase choc – “negro di merda” – proveniente dai genitori ospiti. La voce è femminile ed è sentita da altri compagni e da altri adulti.
Il bambino finge indifferenza. Con grande forza d’animo incassa e continua a fare ciò che più ama, correre dietro il pallone, con i suoi amici. A fine partita, insieme a un compagno, riferisce quelle parole al mister e poi ai genitori, tra l’altro molto attivi nel mondo del volontariato, della cooperazione, della difesa dei diritti umani.

Con questa lettera, l’Aurora Desio vuole pubblicamente denunciare questa vergogna – avvenuta tra l’altro in un weekend di altri casi eclatanti come gli insulti a Balotelli e l’aggressione a un ragazzo di colore del Melzo – alle autorità politiche nazionali e locali, alla Lnd Figc, ai media locali e non, affinchè si faccia squadra contro questo disgustoso fenomeno.

La stessa è indirizzata anche alla Società Sovicese: “Certi che i vertici della Società condividano i valori di sportività e condannino ogni forma di razzismo – sottolinea l’Aurora Desio – ci aspettiamo che venga avviata una indagine interna per individuare chi si è resa autrice di questo gesto vile e indegno, nei confronti di un bambino di 10 anni. Finchè non sarà individuata e oggetto di Daspo temporaneo dai campi giovanili, ci rifiuteremo di incontrare la Sovicese in qualsiasi competizione ufficiale, anche a costo di rischiare multe e penalizzazioni”.

Non solo: “Come gesto simbolico di condanna totale del razzismo e di sostegno a tutti coloro che ne sono vittima – aggiunge la Società desiana – nel prossimo weekend alcune nostre squadre giocheranno con il volto dipinto di nero e con altre squadre faremo dei laboratori, con disegni per far capire che noi l’unica razza che conosciamo è quella umana. Sperando che un giorno, non troppo lontano, sia così ovunque”, si legge nel post pubblicato sulla sua pagina ufficiale.

Un impegno concreto e massivo, da parte di questa società brianzola che, nella mattinata di martedì, ha pubblicato un secondo post per dare seguito alla lettera aperta di cui vi abbiamo dato notizia sopra.

Su fb, il contenuto del nuovo post invita a una mobilitazione più ferma e coinvolgente, proprio per opporsi a questa continua violenza sul rettangolo di gioco e, purtroppo, dagli spalti come accaduto nel caso appena denunciato: “👉Nel ringraziare di cuore le migliaia di persone, associazioni, società, esponenti del mondo politico, sportivo, da tutta Italia e non solo, che hanno espresso vicinanza e si stanno schierando con noi in questa battaglia, comunichiamo che è nostra ferma intenzione trasformare uno squallido episodio in una grande campagna di sensibilizzazione, dal basso, dai bambini, dal calcio giovanile, per creare una nuova cultura sportiva condivisa che, nel tempo, produca buoni frutti anche nel calcio dei grandi”.

VIRGILIO SPORT | 05-11-2019 13:17

Razzismo: mamma offende con insulti irripetibili bimbo di 10 anni Fonte: Facebook

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