Le suggestioni, in alcune circostanze, agevolano e alimentano un pacato ottimismo anche se il clima dopo l’esclusione dell‘Italia dai Mondiali per la terza volta consecutiva tutto suggerisce fuorché un sentiment positivo. Quel che si evince dalle esternazioni del post Bosnia riguarda chi ha portato gli Azzurri fino a questo punto: il presidente della FIGC Gabriele Gravina si sarebbe convinto delle dimissioni, a seguito del pressing del ministro Abodi, e sarebbe pronto a comunicarlo oggi senza aspettare l’annunciato Consiglio federale della prossima settimana, incontrando i vertici delle componenti Figc, quindi le Leghe e i presidenti delle associazioni di categoria.
- Gravina dimissionario, la scelta
- La corsa alla panchina dopo Gattuso: chi c'è
- La suggestione Guardiola
- Il binomio Mancini-Conte
Gravina dimissionario, la scelta
Secondo quello che riporta la Gazzetta dello Sport, Gravina dovrebbe annunciare la sua decisione e a quanto risulta le dimissioni verrebbero accolte come un segno di responsabilità, anche se non è escluso che ci sia un “partito” di sostenitori che non può accantonare l’incarico del suo ruolo in Uefa (è vicepresidente vicario) in vista dell’Europeo 2032.
Che cosa accadrà poi, rassegnate le dimissioni? Scatterà la macchina, come prevedibile dell’assemblea elettiva assemblea elettiva scongiurando dell’eventuale commissariamento da parte del Coni ed entro 90 giorni voterà per il nuovo presidente. Le candidature dovranno presentate entro 40 giorni dalle elezioni: nomi già circolati come Malagò e gli altri.
La corsa alla panchina dopo Gattuso: chi c’è
Oltre a Gravina, lasceranno i rispettivi incarichi federali anche il ct Rino Gattuso, e il capo delegazione Gigi Buffon profondamente segnati dall’addio al Mondiale americano dopo aver tentato di imprimere un carattere a queta Nazionale invertendo l’indirizzo e la striscia negativa. L’erede chi sarebbe? Il profilo sarebbe di spessore e dunque sarebbero in lizza allenatori del calibro di Antonio Conte o Roberto Mancini, entrambi ex ct azzurri, più un’ipotesi davvero suggestiva avanzata dalla Rosea: Pep Guardiola. Sarebbe una scelta dettata dall’ambizione, non certo dall’ingaggio che in quanto federale e dunque optato nella massima trasparenza.
La suggestione Guardiola
Guardiola è un attento conoscitore del calcio italiano, con vizi e virtù. Ha esperienza, logica, capacità e qualità da leader ma onestamente perché dovrebbe lasciare il City per una simile avventura e con un fardello simile è una eventualità davvero remota. Sarebbe solo ambizione.
Il suo contratto è stato rinnovato nel 2027: il club inglese ha ufficializzato un nuovo accordo con l’allenatore spagnolo, prolungando il rapporto di lavoro fino al giugno del prossimo anno. Una decisione che ha inciso, secondo i media spagnoli, a inquinare il rapporto con la moglie la quale è imprenditrice e segue a Barcellona le attività e i negozi di proprietà sua e nei quali avrebbe investito parte del suo patrimonio anche il marito.
Il binomio Mancini-Conte
Su Mancini ci sarebbe un burrascoso precedente che non suggerisce per il futuro rapporti pacifici, pur contemplando che rispetto alo stesso Conte a Napoli, può liberarsi con maggiore facilità. quel che sembra ovvio è la necessità di chiudere in velocità senza attendere ulteriori incertezze e catastrofi e investire di un ruolo scomodo un personaggio in grado di reggere ogni critica, inserirsi e portare avanti un progetto che implica anche scontri con Lega e club.
