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“Il ritiro di Sinner ha senso”. Fognini lancia Musetti e Berrettini a Montreal ma sminuisce i nuovi campioni Masters 1000

Fognini spiega il perché la decisione di Sinner di rinunciare a vincere tutti i Masters 1000 sia sensata in vista dello US Open e candida Berrettini e Musetti al ruolo di protagonisti in Canada

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Matteo Morace

Matteo Morace

Live Sport Specialist

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Il ritiro di Jannik Sinner da Montreal ha inevitabilmente accesso le polemiche tra chi lo accusa di non rispettare gli impegni obbligatori del circuito e chi, invece, sperava che l’azzurro provasse a conquistare tutti i Masters 1000 nella stessa stagione stabilendo un nuovo incredibile record, dimenticandosi però che la carriera non è la loro, ma è quella di Sinner.

A difendere la scelta del numero 1 del mondo ci ha pensato, tra gli altri, anche Fabio Fognini, che in un suo intervento a Sky Sport ha spiegato come il torneo del Canada a questo punto possa essere un’opportunità d’oro anche per altri azzurri come Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti, sminuendo un po’ però il valore attuale dei Masters 1000, a suo parere più facili da conquistare rispetto a suoi tempi per via dei continui forfait dei migliori giocatori al mondo.

Fognini dà ragione a Sinner e spinge Berrettini e Musetti a Montreal

Non mi sorprende il ritiro di Sinner da Montreal, ha senso in vista degli US Open”. Questo il pensiero di Fognini riguardo alla decisione di Jannik di non prendere parte all’Open del Canada. Secondo Fabio infatti la scelta del numero 1 ATP avrebbe senso nell’ottica di non prendersi rischi in vista dello US Open, dove giocando i due Masters 1000 che lo precedono potrebbe presentarsi un po’ affaticato e dunque non al meglio.

L’assenza di Sinner così come quelle di Carlos Alcaraz e Novak Djokovic permettono però agli altri giocatori – come gli azzurri Berrettini e Musetti secondo Fognini – di poter sfruttare un tabellone meno competitivo per fare strada nel torneo e spalancano le porte a un possibile nuovo vincitore a sorpresa: “Questa potrebbe essere una buona opportunità per i nostri Matteo Berrettini e Lorenzo Musetti”.

Fognini sminuisce i nuovi campioni Masters 1000

Quello dell’edizione 2026 dell’Open del Canada non è però certamente un caso isolato nel tennis, dove capita sempre più che i migliori giocatori del circuito (quelli che tendenzialmente quando si iscrivono a un torneo poi arrivano quasi sempre in finale) rinuncino a prendere parte ai Masters 1000 per riposarsi e arrivare agli appuntamenti più importanti nelle migliori condizioni. Un aspetto che in passato si verificava con minore frequenza e che rende secondo Fognini più facile oggi vincere un torneo di categoria Masters 1000: “Oggigiorno chiunque può vincere un Masters 1000, ai miei tempi con Nole , Roger e Rafa era impossibile, anche perché non ne mancavano mai uno”.

L’esempio del Canada Open

Da un certo punto di vista il Canada Open rappresenta al meglio il concetto espresso da Fognini. Il Masters nordamericano nelle ultime due stagioni è stato infatti vinto da due giocatori a sorpresa, con Alexei Popyrin (attuale n°103 del mondo) che vinse l’edizione 2024 alla quale stanchi dopo le fatiche delle Olimpiadi Djokovic e Alcaraz non presero parte e Ben Shelton, che contro Carlos ha perso tutti e tre gli scontri diretti e contro Jannik le ultime nove sfide e contro, che invece conquista quella della passata stagione, alla quale non erano presenti né Sinner, né Alcaraz, né Djokovic. Va comunque detto che vincitori a sorpresa nei Masters 1000 ci sono sempre stati, anche durante gli anni di Fognini.

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