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River-Boca, caos: giocatori sconvolti, partita rinviata

Gravi incidenti fuori e dentro il "Monumental", cinque giocatori ospiti in ospedale: slitta la finale di ritorno di Libertadores.

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River-Boca, caos: giocatori sconvolti, partita rinviata Fonte: 123RF

Le premesse per una partita al limite sul piano dei rischi per l’ordine pubblico c’erano. Un epilogo così, però, non se lo immaginava nessuno. Anche la finale di ritorno di Copa Libertadores tra River Plate e Boca Juniors è stata rinviata di 24 ore, come successo all’andata. Le motivazioni, però, sono completamente differenti. Se infatti due settimane fa fu una perturbazione violentissima ed eccezionale a rendere impraticabile la “Bombonera”, questa volta il meteo non ha fatto le bizze e il problema è legato unicamente alle intemperanze delle due tifoserie.

Al termine di tre ore di paura e guerriglia, infatti, è stato deciso di rinviare a domenica la partita che dovrà assegnare il titolo di campione del Sud America dopo il 2-2 della gara d’andata. Al “Monumental”, la casa del River, si sarebbe dovuto giocare alle 21 italiane di sabato, ma già da ore prima della partita si è capito che la giornata sarebbe stata al limite del drammatico.

Il pullman che ha condotto allo stadio i giocatori del Boca è stato infatti accolto da una fitta sassaiola e lancio di bengala, che ha provocato il ferimento del guidatore del mezzo, e anche difficoltà respiratorie a causa dei gas lacrimogeni ad alcuni giocatori del Boca, tra cui Carlos Tevez e Dario Benedetto, ma anche Pablo Perez e Gonzalo Lamardo, che sono stati trasportati in ospedale. Questo però è stato solo l’inizio di una serie di incidenti perché un gruppo di tifosi del River senza biglietto è riuscito a forzare le barriere provocando gravi scontri con le forze dell’ordine. Con la situazione ormai fuori controllo, il Boca ha assunto una posizione decisa, rifiutando anche di scendere in campo dopo che la Conmebol aveva deciso di spostare la partita di un’ora.

Nulla da fare, il presidente Angelici non ha voluto sentire ragioni, arrivando anche a chiedere alla polizia e alle istituzioni calcistiche che la partita non venisse disputata, minacciando la decisione di non scendere in campo, con conseguente lunghissima squalifica per giocatori, dirigenti e società. Lo stesso Tevez ha accusato di aver ricevuto pressioni per scendere in campo, ma alla fine, con l’accordo anche del River attraverso la posizione del tecnico Marcelo Gallardo, squalificato, ma presente allo stadio, ecco la decisione di rinviare la partita di 24 ore. La speranza è che una notte plachi gli animi, ma comunque vada il Superclasico ha già fatto parlare di sé nel mondo in toni negativi. Adesso la parola deve passare solo al campo.

SPORTAL.IT

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