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Rivoluzione Juve, vicino un ritorno. Ma l'ex boccia un obiettivo

Sempre più vicino il ritorno a Torino di Moise Kean. Dalla Cina, Fabio Cannavaro boccia Edin Dzeko.

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Non c’è solo Luis Suarez tra gli obiettivi di mercato della Juventus, anzi. La società bianconera è alle prese con una vera e propria rivoluzione, che comprende anche l’addio a Gonzalo Higuain, ormai confermata anche dal fratello-agente Nicolas dopo le parole dei giorni scorsi di Pirlo, ed è pronta a riaccogliere Moise Kean dopo la deludente stagione del ‘canterano’ bianconero all’Everton.

Secondo quanto riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’, Kean arriverebbe dai Toffees in prestito biennale, con obbligo di riscatto al termine della stagione 2021/22. Con questa formula i bianconeri contano di fargli riprendere confidenza con il calcio italiano, per poi farlo tornare a tutti gli effetti un calciatore di proprietà della Juve dopo il nuovo ‘rodaggio’.

Kean sarebbe utilizzato come vice del nuovo centravanti, sia esso Suarez o Edin Dzeko, altro obiettivo della dirigenza della Juventus. Per quel che riguarda il bosniaco, però, arriva una bocciatura inattesa da parte di un grande ex, Fabio Cannavaro.

L’attuale allenatore del Guangzhou Evergrande, in un’intervista alla ‘Rosea’, ha espresso le sue perplessità sulla bontà dell’operazione che porterebbe il bosniaco a Torino, con parole che lasciano spazio a pochi dubbi: “E’ forte, non si discute – ha dichiarato -. Ma sono convinto che la Juve farà anche scelte diverse. In generale non capisco la tendenza a prendere dall’estero giocatori a fine carriera“.

“Ormai tutti hanno scouting adeguati per scommettere sui giovani. E poi non vorrei che il campionato diventasse il cimitero degli elefanti” ha aggiunto il capitano della Nazionale che alzò al cielo la Coppa del Mondo 2006, alla Juventus dal 2004 al 2006 e nel 2009/10.

E proprio sulla questione età, Cannavaro ha anche parlato del punto di riferimento attuale dell’attacco della Juventus, Cristiano Ronaldo: “Se hai un giocatore del genere, il migliore, devi puntarci – ha detto -. Ma lui deve capire che, per quanto straordinario, ha sempre 35 anni. CR7 deve metabolizzare che è meglio per lui giocare 40 partite da 8 in pagella, il suo standard, piuttosto che 50 sufficienti o poco più”.

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