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Rivoluzione RedBird, Mauro Suma in esclusiva: “Ibra non sarà il boss, Milan con un’unica testa. Obiettivo gioco propositivo”

I rossoneri hanno avviato un profondo rinnovamento ma non hanno ancora convinto i tifosi: ne abbiamo parlato con il noto giornalista, editorialista AC Milan e voce di Milanisti Channel

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Alessio Lento

Alessio Lento

Giornalista

Cresciuto a pane e calcio, dal 2008 vivo il giornalismo sportivo raccontando storie, emozioni e protagonisti. Specializzato nel calciomercato, seguo trattative e retroscena con passione. Amo le interviste che svelano il lato umano del gioco.

Un profondo conoscitore delle cose del Milan, Mauro Suma, per fare chiarezza rispetto a quanto sta accadendo nell’universo rossonero. Continua la caccia del Milan allo staff dirigenziale e tecnico che dovrà guidare società e squadra verso nuovi e ambiziosi obiettivi in vista dei prossimi anni. La stagione che si è appena conclusa vedrà i rossoneri fuori dalla Champions League per il secondo anno consecutivo, l’obiettivo mancato all’ultima giornata di campionato ha cambiato tutte le carte in tavola portando una vera e propria rivoluzione.

RedBird lunedì scorso ha, infatti, annunciato l’addio dell’amministratore delegato Giorgio Furlani, del direttore sportivo Igli Tare, del direttore tecnico Geoffrey Moncada e dell’allenatore Massimiliano Allegri. Adesso, toccherà a Cardinale, Ibrahimovic e Calvelli scegliere gli uomini giusti per il futuro.

“Qualcosa nella squadra si è spento”

Di tutto questo abbiamo parlato con il noto giornalista Mauro Suma, editorialista AC Milan e voce di Milanisti Channel.

“Dal punto di vista del campo, è successo che abbiamo fatto 60 punti nelle prime 28 giornate: per tutto questo periodo siamo stati ampiamente sopra la media di due punti a partita, quella che serve per andare in Champions League. Invece, nelle ultime 10 abbiamo conquistato solo 10 punti, evidentemente qualcosa nella squadra si è spento. Il risultato è molto negativo. Adesso, la proprietà ritiene che sia arrivato il momento di una profonda riorganizzazione della struttura, con un nuovo ciclo e una rinnovata energia. Struttura che possa essere in grado di lavorare in maniera integrata tra proprietà, management e staff tecnico”.

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“Il nuovo corso del Milan avrà una sola anima”

L’immagine di un uomo solo al comando, riferimento a Ibrahimovic, viene smontata da Suma pezzo per pezzo.

“Non è tutto in mano ad Ibrahimovic. Il comunicato ufficiale è della proprietà, l’ultima parola spetta a Gerry Cardinale. In questo momento, i due stanno lavorando insieme a Massimo Calvelli come espressione della proprietà. Ibra è da un anno e mezzo che non fa il frontman della società. Continuerà ad essere espressione della proprietà, non aspettatevi un Ibrahimovic percepito come il boss. Tutti stanno lavorando di concerto per individuare l’amministratore delegato, il direttore sportivo e l’allenatore. Il Milan andrà in un’unica direzione, negli ultimi 12-13 anni ha avuto diverse anime e questo non ha fatto il bene del club. Non succederà nella prossima stagione”.

“L’obiettivo è una nuova mentalità”

Il Milan di Allegri ha ricevuto molte critiche per il gioco espresso. Anche su questo punto, l’idea del club è molto chiara.

“La proprietà, dopo il secondo anno consecutivo fuori dalla Champions League, ha deciso di esprimere la sua visione, senza mediazioni. L’obiettivo è andare verso una nuova mentalità, un gioco propositivo. Verso una riorganizzazione profonda”.

“Il nuovo allenatore? Lasciamo lavorare la proprietà”

Infine, abbiamo chiesto a Suma delle voci che vorrebbero il Milan fortemente interessato a Iraola (su cui bisognerà vincere la concorrenza del Crystal Palace), artefice del miracolo Bournemouth, per la panchina rossonera per la prossima stagione.

“Iraola? Questo non è il momento della sfera di cristallo, il calcio di oggi è complesso. Lasciamo che la proprietà esprima la sua visione con scelte effettive. Quando avremo nomi e cognomi, avremo anche un Milan con un’unica testa, che è il vero obiettivo. Quando questo succede, storicamente c’è compattezza, vicinanza, unità d’intenti. E sono convinto che sarà così”, ha concluso a Virgilio Sport.

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