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Mondiali, il ritorno di Rodri ci ha consegnato due certezze assolute: Guardiola è un profeta e il Pallone d'Oro sarà una pura formalità

Il centrocampista ex Manchester City ha dominato alla kermesse mondiale, strappando applausi a scena aperta: ma qual è il segreto del suo strapotere calcistico?

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Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, soprattutto calcio, basket e motociclismo, divoro film come fossero noccioline. Ho una assolutamente sana ossessione per le pellicole di Quentin Tarantino. Nel tempo libero mi fingo musicista.

Pep Guardiola, in questo senso, era stato profetico. Oppure si è semplicemente basato sulla sua lunghissima esperienza. “Per rivedere Rodri al 100% dovremo aspettare il Mondiale”, aveva detto qualche mese dopo il bruttissimo infortunio patito dal centrocampista: rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro, con annessa lesione del menisco. 9 mesi lontano dal campo, tra guarigione e la lunghissima riabilitazione e ulteriore tempo per tornare ai propri livelli.

Livelli che avrebbe potuto tranquillamente non vedere mai. E invece lo spagnolo è atterrato al Mondiale 2026 in USA, Canada e Messico mostrando a tutti il proprio strapotere calcistico. Titolare, capitano e guida della formazione di De La Fuente, ha strappato il titolo di MVP del torneo e si candida di prepotenza per vincere nuovamente il Pallone d’Oro.

Nel video, dopo una breve pubblicità, trovate tutta la nostra disamina sullo straordinario Mondiale di Rodri.

Mondiali, il ritorno di Rodri ci ha consegnato due certezze assolute: Guardiola è un profeta e il Pallone d'Oro sarà una pura formalità Ansa

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