Se c’è un torneo del Grande Slam che può valorizzare la testa e il gioco di Iga Swiatek è proprio Parigi, quel Roland Garros che ci ha riservato l’imprevedibile uscita di scena di Jannik Sinner nell’anno senza Carlos Alcaraz. Sul fronte femminile, l’eliminazione di Jasmine Paolini è la più dolorosa. Ed è innegabile, dopo la finale conquistata e ancora vivida nella memoria. La polacca, ex numero 1 del ranking prima dell’era Sabalenka, sta mettendoci tutto il cuore: ha ceduto solo sedici game in tre partite.
La regina di Parigi sta tornando
Swiatek a Parigi ha già dato tantissimo del suo tennis e del suo talento, vincendo quattro volte (2000, 2022, 2023 e 2024), e superando la connazionale Magda Linette, n.73 WTA, che aveva a sua volta liquidato la lettone Jelena Ostapenko, n.31 del ranking e 29 del seeding, regina di Parigi nel 2017. Un altro risultato sconcertante di quest’anno al pari di Sinner e altri.
“A volte dovevo essere paziente perché in queste condizioni si può prendere la decisione sbagliata ma giocare il diritto molto arrotato può darmi dei vantaggi – ha detto la ex numero uno del mondo nell’intervista in campo -. E’ stato emozionante allenarmi per una settimana alla Rafa Nadal Academy di Maiorca [alla vigilia del torneo]: non ero sicura che lui avesse del tempo per me ma averlo lì in campo mi ha dato grande motivazione. E soprattutto mi ha insegnato il suo approccio al gioco: non è sempre facile, ma essere tra i migliori al mondo significa saper trovare il modo per affrontare queste situazioni”.
Roland Garros con le top Sabalenka e le altre
Swiatek dovrà vedersela al quarto turno con l’ucraina Marta Kostyuk, n.15 del ranking e del seeding. Ma la questione, dopo il crollo dei più attesi, è chi può firmare il Roland Garros e segnare una svolta in questo Grande Slam senza più autori migliori? Si sposterà il focus sulle tenniste che, per prime, e con coraggio hanno sollevato le polemiche?
Iga come anche Aryna Sabalenka e Coco Gauff hanno la possibilità al pari delle colleghe di rendere Parigi più focalizzato sul mondo femminile, contribuire alla causa del gender gap, un tema scomodo quanto increscioso. Le lacrime di Jasmine Paolini, a causa dell’infortunio, sono lo sfogo di chi ha costruito con delle rinunce vere per un obiettivo.
E poi Naomi Osaka con il suo cambio d’abito scenografico e anche Elena Rybakina che dimostra una caparbietà fuori dall’ordinario. Sono alcune delle regine di Parigi che oggi si sveglia dominata da loro, dalle stesse sportive che chiedono il riconoscimento del loro ruolo, del loro compito e dei loro diritti.
