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Roland Garros, Cobolli si prende l'Italia sulle spalle: "In tanti cominciano a crederci, ma vincerà chi sognerà di più"

Flavio Cobolli sa di avere tra le mani un'occasione enorme: dalla sua parte di tabellone a Parigi solo Auger-Aliassime ha una classifica migliore

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Volere è potere. Lo dice (e lo pensa) Flavio Cobolli, che dopo tre turni di Roland Garros si presenta agli ottavi con un primato che soltanto Collignon (battendo 3-0 Arnaldi) e Faria (facendo lo stesso con Tiafoe) potrebbero dire di vantare: Cobolli è sin qui l’unico ad aver vinto tre partite senza lasciare neppure un set per strada, il che offre chiaramente un assist a chi ritiene che questa sia l’occasione di una vita intera, visto che dalla parte di tabellone del romano sono cadute teste di serie come le foglie d’autunno.

Pensare a una partita alla volta è la vera missione

La vittoria su Learner Tien ha consegnato a Cobolli un’investitura mica da ridere. Perché in tanti ritengono che sia lui il principale candidato ad avanzare fino alla finale nella parte alta del tabellone, sebbene a livello di seeding Auger-Aliassime sia quello con la classifica migliore. “Voglio pensare partita per partita, spiega il giocatore italiano, che certo mai si sarebbe aspettato una strada tanto spianata.

“Quello che si avverte negli spogliatoi, parlando anche con tanti avversari, è che quest’anno l’occasione è ghiotta per molti. Ci sono molte possibilità di avere un nuovo campione slam, ma non voglio pensarci, almeno non adesso. L’unica cosa che mi interessa davvero è pensare alla prossima partita: Svajda è un tennista complicato da affrontare, a l’ha dimostrato vincendo partite contro avversari veramente forti (Popyrin, Walton e Francisco Cerundolo).

L’ho affrontato due anni fa a Delray Beach, ci siamo allenati insieme un paio di volte, ma dovrò studiarmelo bene perché sulla terra per me è un rivale di cui ho scarsa conoscenza. Mi dicono che prediliga le superfici veloci, ma se è arrivato sino agli ottavi significa che sta attraversando un gran bel momento”.

L’occasione della vita: per Cobolli, ma anche per tanti altri…

Il precedente del 2024 sorrise a Cobolli, che vinse in tre set ma non senza fare fatica. Chiaro però che i favori del pronostico oggi pendano tutti dalla sua parte, come è in troppo chiaro per il pubblico italiano, già orfano di Musetti e rimasto a sorpresa senza Darderi e soprattutto Sinner già alla fine della prima settimana, il romano rappresenta la freccia più pungente per provare a conquistare il trono di Francia.

Ma Cobolli sa benissimo che la strana situazione che s’è venuta a creare ha prodotto aspettative in tanti suoi rivali. “Si sente un’aria diversa, perché senza Alcaraz e Sinner e con Djokovic out è evidente che i più temibili, o per meglio dire quelli che hanno monopolizzato gli slam negli ultimi anni, non sono più in ballo.

C’è uno spiraglio per tutti e tutti vogliono coglierlo. Chi sarà più bravo a sfruttare questa occasione sarà premiato ed entrerà nella storia”. Quella storia che potrebbe attendere anche Flavio, al quale sognare non dispiace: “Sulla terra so di avere una marcia in più, per cui è giusto sognare. E vincerà chi sognerà di più”.

Dopo le delusioni di Roma e Amburgo, Flavio è rinato a Parigi

Cobolli non aveva mai raggiunto gli ottavi a Parigi, e in generale mai c’era riuscito in una prova dello slam. Battendo Svajda raggiungerebbe il best ranking alla 11, qualora dovesse avanzare alla semifinale la top ten sarebbe cosa fatta (Bublik è già eliminato).

Nella stagione sul rosso vanta un ruolino di 12 vittorie e 5 sconfitte, con la finale raggiunta a Monaco di Baviera (e persa contro Shelton) come miglior risultai, seguito dai quarti di finali conquistati a Madrid (ko. con Zverev). Le sconfitte al secondo turno a Roma contro Tirante e al debutto ad Amburgo contro Buse avevano acceso più di un campanello d’allarme, ma a Parigi il romano ha ritrovato i colpi migliori, oltre a una condizione che sembra sorreggerlo meglio di qualunque altro rivale. Perché aver superato tre turni senza cedere neppure un set (e solo uno, contro Pellegrino, vedendosi costretto a spuntarla al tiebreak) è un segnale che da queste parti in molti hanno colto come veramente rilevante.

Dopo Svajda, Cobolli potrebbe incrociare Auger-Aliassime nei quarti e poi eventualmente un semifinalista che non è testa di serie (a meno che non sia Tiafoe, numero 19, impegnato contro Faria in serata). Insomma, il piatto è invitante, ma come dice bene Flavio, “bisogna pensare a una partita alla volta”.

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