Si scrive Parigi, si legge Melbourne. Lo slam dove più di ogni altro slam il caldo fa sentire la sua morsa, mentre in Francia di solito ci scappa anche qualche giornatina decisamente poco primaverile e ben più autunnale quando si gioca il torneo più importante della stagione sulla terra. Non quest’anno, almeno per il momento (ma dovrebbe essere così sino al termine della rassegna): il freddo se l’è beccato tutto Roma, mentre a Parigi fa un caldo decisamente esagerato per le medie del periodo, il che finisce per condizionare atleti e tutto quello che gravita loro attorno.
- Una raccattapalle sviene durante Rublev-Buse
- Ruud, che rischio: spreca 5 palle match, poi perde 10 game di fila!
- Il norvegese ha ripensato a quel che succedeva a Melbourne
Una raccattapalle sviene durante Rublev-Buse
Il caso più emblematico ha riguardato la partita tra Andrey Rublev e Ignacio Buse, disputata nelle ore centrali di un lunedì decisamente rovente della parti del Philippe Chatrier. Tanto che il sole (e più in generale il caldo) hanno giocato un brutto scherzo a una raccattapalle, che ha accusato un colpo di calore proprio per via delle alte temperature registrate in campo.
A correre in soccorso della sfortunata ragazza è stata direttamente la giudice di sedia, che non appena ha intuito un mancamento è subito scesa in campo e si è diretta nell’angolo dove era posizionata la raccattapalle, allo scopo di sincerarsi delle sue condizioni di salute. Rublev, che stava per servire (e che aveva ricevuto le palline proprio dalla ragazza), forse a causa della tensione e della concentrazione legata all’incontro non s’era avveduto del momento critico attraversato dalla ragazza, che è stata fatta sedere ed è stata poi accompagnata fuori dal campo per riprendersi adeguatamente.
Alla fine l’allarme è rientrato a stretto giro di posta: un colpo di calore e nulla più, ma anche un campanello d’allarme pensando al fatto che nei prossimi giorni sono previste temperature ancora più roventi. Peraltro sia Rublev che Buse hanno ammesso a fine partita di aver sofferto tanto le temperature decisamente sopra la media stagionale.
Ruud, che rischio: spreca 5 palle match, poi perde 10 game di fila!
Anche Casper Ruud, fresco finalista a Roma (sconfitto da Sinner), ha dovuto fare i conti con il caldo nella sfida contro il russo Roman Safiullin, match che il norvegese ha vinto al quinto set dopo aver visto le pene dell’inferno (e soprattutto aver sprecato 5 palle match nel terzo parziale). Proprio il passaggio a vuoto seguito alle palle match non sfruttate ha finito per mettere Ruud all’angolo: ben 10 i game consecutivi ceduti dallo scandinavo, che in qualche modo ha trovato la forza per rialzarsi e andare a vincere una partita pazza, ma condizionata a più non posso dal caldo torrido del lunedì transalpino.
“Ho provato sensazioni davvero contrastanti e debbo ammettere di essere veramente stanco, ma ovviamente felice. Voglio ringraziare il pubblico per avermi spinto nei momenti più delicati. Onestamente, ero vicino a essere già a casa. Alla fine del terzo e del quarto set mi sentivo piuttosto male e avevo le vertigini. Facevo davvero fatica a vedere la palla.
Penso che la mia temperatura corporea fosse troppo alta, non riuscivo a raffreddarla con tutto il caldo che c’era oggi. Per fortuna sono riuscito a prendermi un po’ di tempo per respirare nel quarto set per vedere se riuscivo a calmarmi e a far passare i crampi e la febbre alta. Non so come ho fatto, ma ci sono riuscito. È stata una partita davvero dura”.
Il norvegese ha ripensato a quel che succedeva a Melbourne
Ruud non è il primo tennista a lamentarsi del gran caldo che sta mettendo a dura prova tutti i protagonisti dello slam parigino. Ma ai microfoni ha spiegato anche di aver ripensato alle partite disputate a inizio stagione in Australia, soprattutto ricordando un paio di episodi in modo particolare.
“Ho pensato a Sinner e Alcaraz in Australia, quando stavano lottando contro il caldo. Per Jannik contro Spizzirri la temperatura si è abbassata con la chiusura di un tetto e lui è riuscito a recuperare le energie. Lo stesso è successo a Carlos nella semifinale contro Zverev. Per un po’ era fuori gioco, poi in qualche modo si è ripreso ed è tornato in partita”.
Nei prossimi giorni a Parigi si prevedono altre giornate roventi: giocare nel tardo pomeriggio (o meglio ancora alla sera) potrebbe comportare notevoli vantaggi a livello fisico. Un’eventualità che dalle parti dello Chatrier in pochi avrebbero potuto immaginare, memori delle giornate fresche degli ultimi anni.
