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Roma nei guai: niente cessioni, cosa rischia il club e il piano di Friedkin con la Uefa. Rottura con Soulé, gli effetti su Greenwood

I Friedkin trattano con Nyon per evitare sanzioni pesanti. Il caso Soulé blocca il mercato e può avere effetti anche sull'assalto a Greenwood: l'insidia arriva dalla Turchia

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Web editor

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

La Roma ha scelto una strada diversa da quella temuta fino a poche settimane fa: nessuna svendita last minute per rientrare nei paletti del fair play finanziario. A Trigoria il 30 giugno non è più considerato un termine invalicabile e la proprietà Friedkin è al lavoro per trovare un’intesa con la Uefa, anche a costo di andare incontro a una nuova sanzione economica. Una decisione che congela le cessioni, ma che allo stesso tempo tiene in sospeso diverse operazioni di mercato, a partire da quelle che riguardano Matias Soulé e Mason Greenwood.

La strategia dei Friedkin: dialogo aperto con la Uefa

La proprietà americana è convinta di poter ammorbidire la posizione della Uefa attraverso un confronto diretto con Nyon. L’obiettivo è ottenere maggiore flessibilità, valorizzando gli investimenti effettuati dal club nelle infrastrutture e nel settore giovanile e, se necessario, presentando nei prossimi mesi un nuovo piano economico correttivo.

La Roma, insomma, preferisce rischiare una sanzione piuttosto che cedere i propri giocatori più importanti a prezzi inferiori al loro reale valore. Una scelta condivisa dal nuovo direttore sportivo Tony D’Amico e da Gian Piero Gasperini, che non vuole vedere smantellata la rosa prima ancora dell’inizio del suo progetto.

Cosa rischia il club giallorosso

Il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dal settlement agreement con la Uefa potrebbe portare innanzitutto a una nuova multa, probabilmente superiore ai sei milioni già pagati dalla Roma per il precedente sforamento.

Nello scenario peggiore, però, non sono escluse ulteriori limitazioni, come restrizioni nella composizione della lista europea o nuovi paletti sul mercato. A Trigoria, tuttavia, filtra ottimismo: la sensazione è che la vicenda possa chiudersi soprattutto sul piano economico, senza conseguenze sportive particolarmente pesanti.

Il caso Soulé e la rottura con il club

Il nome più caldo in uscita resta quello di Matias Soulé. La Roma considera l’argentino il sacrificio ideale per generare una plusvalenza importante, ma il giocatore non ha gradito l’atteggiamento del club e si sarebbe sentito scaricato dopo una stagione complicata, segnata anche dalla pubalgia.

L’Al-Diriyah è pronto a mettere sul piatto circa 35 milioni di euro, ma l’ex Frosinone non è convinto dalla destinazione saudita. Lo Stoccarda, invece, ha soltanto chiesto informazioni e al momento non esistono offerte concrete vicine alla valutazione di circa 40 milioni fissata dalla Roma. Suggestivo ma poco concreto il possibile ritorno del fantasista argentino alla Juventus.

L’effetto domino su Greenwood

La situazione di Soulé si intreccia inevitabilmente con quella di Mason Greenwood. L’attaccante inglese è il grande obiettivo di Gasperini e la Roma ha già raggiunto un accordo con il giocatore sulla base di un contratto da circa 4,5 milioni netti a stagione.

Il problema riguarda però il cartellino. Il Marsiglia continua a chiedere circa 55 milioni di euro e senza una cessione importante diventa difficile per i giallorossi affondare il colpo. Inoltre Greenwood non aspetterà in eterno: secondo le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra e dalla Francia, l’ex Manchester United sarebbe disposto ad attendere la Roma soltanto fino al 5 luglio, prima di valutare altre destinazioni.

Cessioni congelate, mercato in stand-by

La strategia dei Friedkin è chiara: prendere tempo, evitare operazioni in perdita e poi accelerare sul mercato una volta definita la posizione con la Uefa. È una scommessa rischiosa, ma che la proprietà ritiene più conveniente rispetto alla necessità di svendere i propri gioielli.

Le prossime settimane saranno decisive. Da un lato c’è il dialogo con Nyon, dall’altro la necessità di sbloccare almeno un’uscita per finanziare i rinforzi richiesti da Gasperini. Il destino di Soulé e quello di Greenwood, oggi, sembrano più intrecciati che mai.

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