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Roma, la prima contestazione dei tifosi alla squadra: il gesto della Curva. Gasperini non manda giù l’eliminazione

I giallorossi vengono respinti dai tifosi dopo il triplice fischio: cosa è successo. Dalla protesta all'amarezza di Gasperini

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La notte europea della Roma si chiude tra i fischi, la protesta della Curva e uno stadio che svuota lentamente la propria fiducia. Doveva essere una serata di riscatto, è diventata la fotografia di una stagione che potrebbe scivolare via tra rimpianti e fragilità. Il 3-4 contro il Bologna negli ottavi di Europa League non è solo un’eliminazione: è una ferita aperta, acuita da una gestione emotiva che ha visto la squadra allontanata proprio mentre provava ad avvicinarsi ai propri tifosi.

Roma contestata dalla Curva

Il triplice fischio segna il punto di rottura. I giocatori della Roma si dirigono verso il settore caldo per il consueto saluto, ma vengono respinti. La Curva non vuole applausi, né spiegazioni: solo distanza. Un gesto forte, simbolico, figlio di settimane complicate. Il pareggio subito all’ultimo istante contro la Juventus, firmato da Gatti, ha aperto una crepa che non si è più richiusa. Da lì in poi, una sequenza di occasioni mancate, punti lasciati per strada e una classifica che ha visto i giallorossi scivolare fuori dalla zona Champions. Ora lo scenario è più incerto che mai: la qualificazione alla prossima Europa League è tutt’altro che garantita, con il rischio concreto di doversi “accontentare” della Conference League. E alle spalle avanza l’Atalanta, pronta ad approfittare di ogni passo falso.

Cristante: “Delusione condivisa”

A metterci la faccia dopo Roma-Bologna ci pensa uno dei leader dello spogliatoio, Cristante, che prova a leggere il momento senza nascondersi: “La reazione del pubblico? Siamo tutti delusi di essere usciti, loro l’hanno fatta sentire così – ha ammesso – Volevamo passare, è dura perché l’avevamo ripresa e la stavamo interpretando nel modo giusto. Invece andiamo a casa noi”. Parole che raccontano una squadra consapevole di aver avuto la partita in mano, almeno a tratti, ma incapace di gestire gli episodi decisivi. Il 3-4 finale è il riassunto perfetto di una Roma fragile nei momenti chiave, capace di reagire ma non di controllare.

Gasperini e il rammarico per un’occasione persa

Dall’altra parte, anche Gasperini mastica amaro: Partita molto avvincente, usciamo con grande rammarico. Abbiamo visto il meglio e il peggio di quello che potevamo fare. Il meglio quasi tutta la partita, il peggio le situazioni dei goal. Ci hanno messo nelle condizioni di dover sempre rimontare, nonostante avessimo fatto una grande prestazione contro una squadra come il Bologna. Un peccato aver fatto questi errori che ci sono costati i gol”.

Il tecnico sottolinea anche le difficoltà strutturali: È chiaro che se ti mancano 4-5 giocatori rispetto all’andata nello stesso reparto è evidente che soffri e patisci. Noi abbiamo trovato un Malen straordinario che ha alzato il livello dell’attacco rispetto all’andata, dove però avevamo più soluzioni. Nell’ultima settimana, se penso al Como e a oggi, non ho molto da dire ai miei giocatori. Hanno fatto una prestazione di livello. L’emergenza in attacco ce la trasciniamo da tanto: tra infortuni e l’impossibilità di arrivare ad alcuni giocatori sul mercato, i calciatori sono sempre stati straordinari”. Tra orgoglio e rimpianto, resta la sensazione di un’occasione sfuggita. Per la Roma, invece, è qualcosa di più: un calo che non è più solo tecnico, ma emotivo. E che ora rischia di pesare anche sul finale di stagione.

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