Stavolta che non si dica che non ha fatto tutto quello che c’era da fare. Perché Tadej Pogacar il lavoro se l’è portato “da casa”, e sul suo terreno prediletto (chiaramente la salita) ha fatto vedere che non c’è modo di tenerne il passo, nemmeno nelle vallate svizzere. Col Romandia che era già ipotecato a due terzi del cammino, ma che lo diventa una volta di più dopo l’assolo col quale ha conquistato la quarta frazione in linea, ottenendo la settima vittoria stagionale (su 10 giorni di gare). Sullo Jaunpass s’è assistito a quello che tutti volevano vedere: Pogi che allunga, sgretolando il gruppo dei migliori, e che poi rimane da solo, con Lipowitz ultimo ad arrendersi.
- L'attacco decisivo ai -1,5 km dalla vetta del Jaunpass
- Pogacar tiene l'attenzione desta: "Non è ancora finita..."
L’attacco decisivo ai -1,5 km dalla vetta del Jaunpass
Chiaro che tutti aspettavano l’attacco del campione del mondo in una frazione, quella da Broc a Charmey, che sembrava costruita sulle sue impronte. Pogacar come al solito ha fatto sembrare tutto molto semplice: ha accelerato dando una bella sgasata in cima al gruppetto dei migliori a metà del Jaunpass, con Lenny Martinez che sulle prime è stato l’unico a prendergli la ruoto e tenere botta. Poi, dopo che erano rientrati anche Nordhagen e Lipowitz, ai 1.500 metri dallo scollina mento s’è alzato sui pedali e ha staccato pure il tedesco, che è andato su del proprio passo e ha chiuso in seconda posizione, che è anche la posizione che occupa in classifica generale.
La mini volata per il terzo posto l’ha anticipata Pablo Castrillo della Movistar, che ha regolato Lorenzo Fortunato, il quale ha recuperato qualche posizione in classifica generale nel giorno in cui ha annunciato che non sarà al via del Giro (era presenza fissa da 5 anni: altra assenza pesante), mentre Sergio Higuita ha chiuso quinto riuscendo a regolare il drappello di inseguitori, del quale faceva parte tra gli altri anche Nairo Quintana.
Roglic, che è stato il primo ad accendere la miccia all’inizio del Jaunpass (per provare a lanciare Lipowitz, suo compagno di squadra). Poco più indietro anche un indomito Damiano Caruso davanti a Marco Frigo.
Pogacar tiene l’attenzione desta: “Non è ancora finita…”
Pogacar al termine della frazione ha ringraziato i suoi compagni di squadra, che hanno tenuto decisamente sotto controllo la prima fuga di giornata e poi hanno controllato la corsa. “Sono stati fantastici, come sempre. Avevamo pensato a questo tipo di tattica ed è venuta fuori con una buona condotta di gara. Vittoria già in tasca? Ci sono tanti buoni corridori in gruppo, è giusto avere il rispetto di ognuno di loro”.
Chiaro però che in classifica ormai tutto è delineato: lo sloveno viaggia con 35 secondi di vantaggio su Lipowitz, che rimane l’unico in grado di poterlo insidiare per il successo finale, mentre Lenny Martinez è scivolato oltre i due minuti di ritardo dopo aver tentato (invano) di tenere le ruote del campiono del mondo sull’ultima salita. Domani, ultima frazione del Romandia: da Lucens a Leysin conteranno soprattutto gli ultimi 14 chilometri, tutti col naso all’insù.
