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Ronaldo in lacrime, dal Var l’ultima beffa e lui rifiuta la medaglia d’argento mentre Inzaghi si avvicina

La stella portoghese perde la finale AFC Champions League Two con l’Al Nassr mentre il titolo saudita resta ancora aperto: decisiva l’ultima giornata, insegue Inzaghi

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Dario Santoro

Dario Santoro

Giornalista

Scrive, commenta, racconta lo sport in tutte le sfaccettature. Tocca l'apice quando ha modo di concentrarsi sulle interviste ai grandi protagonisti

Una notte amara per Cristiano Ronaldo. Ad un passo dallo scudetto, arriva la stangata dalla sconfitta in finale di AFC Champions League Two ed ora la stagione dell’Al Nassr rischia di trasformarsi in un incubo. Il ko contro il Gamba Osaka ha lasciato profonde ferite nella squadra saudita e soprattutto in Cristiano Ronaldo, ancora senza un vero trofeo internazionale da quando è arrivato in Arabia Saudita, che nel post gara ha scatenato tutta la sua ira. Anche la lotta al titolo in Saudi League rischia di essere compromessa ora con l’ultima vittoria dell’Al Hilal di Inzaghi.

Il gol di Hummet decide la finale

Davanti al pubblico dell’Al-Awwal Park, la formazione allenata da Jorge Jesus partiva favorita, ma il match ha preso presto una piega inattesa. I giapponesi hanno difeso con ordine e colpito al momento giusto, approfittando di una disattenzione della retroguardia saudita.

Dopo una prima fase equilibrata, il Gamba Osaka ha trovato il vantaggio alla mezz’ora. Un’incomprensione difensiva tra Boushal e Iñigo Martínez ha spalancato spazio a Hummet, freddissimo nel battere Bento con una conclusione precisa sul secondo palo. L’espressione di Cristiano diceva tutto. Dopo una lunga revisione per un possibile fuorigioco, il gol è stato convalidato. L’episodio ha cambiato l’inerzia della gara. L’Al Nassr ha reagito aumentando pressione e possesso, ma senza la necessaria lucidità sotto porta.

Ronaldo spreca, João Félix ci prova

Nel corso della partita, Cristiano Ronaldo ha cercato di caricarsi la squadra sulle spalle, abbassandosi anche spesso per partecipare maggiormente alla manovra. Tuttavia il portoghese ha vissuto una serata complicata: prima ha mancato una clamorosa occasione di testa su assist perfetto di João Félix, poi ha lisciato un pallone invitante da ottima posizione.

Anche João Félix – in gran spolvero ultimamente – ha avuto diverse chance per riaprire l’incontro, ma il portiere Araki si è reso protagonista di interventi decisivi. Nel finale l’assalto disperato dei sauditi non ha prodotto effetti e il Gamba Osaka ha potuto festeggiare uno storico successo continentale.

Ronaldo lascia il campo senza medaglia

Al termine della partita le immagini di Cristiano Ronaldo hanno fatto rapidamente il giro del web. L’ex attaccante di Real Madrid e Juventus è apparso visibilmente frustrato: testa bassa, sguardo perso e pochi gesti verso i compagni.

Dopo essersi seduto in panchina per alcuni minuti, il fuoriclasse portoghese ha raggiunto gli spogliatoi senza tornare in campo per la cerimonia di premiazione. Sul podio sono saliti soltanto i compagni e Jorge Jesus per ritirare le medaglie del secondo posto. Un gesto che conferma tutta la delusione di Ronaldo, abituato a vincere e poco incline ad accettare sconfitte di questo peso, ma i guai non finiscono qui per CR7.

Campionato ancora aperto: Inzaghi ci crede

Nel pomeriggio è arrivata un’altra mazzata per il portoghese ma in Saudi League. L’Al Hilal – guidato da Simone Inzaghi – ha riaperto completamente la corsa al titolo grazie al successo per 2-0 contro il Neom, firmato da Ruben Neves e Sultan Mandash.

Il campionato saudita si deciderà all’ultima giornata. L’Al Nassr affronterà il Damac, formazione ancora coinvolta nella lotta salvezza, mentre l’Al Hilal sarà ospite dell’Al Fayha, ormai senza particolari obiettivi.

Ultimi 90 minuti decisivi

Per Cristiano Ronaldo e compagni esiste ora un solo risultato utile per non rischiare di vanificare tutto il Saudi League: la vittoria. In caso di pareggio e contemporaneo successo dell’Al Hilal, le due squadre chiuderebbero a pari punti ma il titolo andrebbe alla formazione di Inzaghi grazie agli scontri diretti favorevoli. Uno scenario che ricorda esattamente quanto vissuto dallo stesso tecnico italiano un anno fa sulla panchina dell’Inter nella serrata corsa scudetto contro il Napoli.

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